Prelios, JP Morgan analizza manifestazioni interesse. Valutazione 1 miliardo

Davidson Kemper Capital Management ha affidato un mandato a JP Morgan per valutare le manifestazioni d’interesse ricevute per Prelios.

E’ quanto riferiscono diverse fonti di mercato, confermando quanto scritto dal Messaggero. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Riccardo Serrini (nella foto) e dal presidente Fabrizio Palenzona viene valutato circa 1 miliardo di euro, ovvero dieci volte l’ebitda atteso per quest’anno (100 milioni).

Le fonti precisano che, al momento, sul tavolo di DK non ci sono offerte binding e non c’è una timeline fissata, un iter definito: l’azionista, si dice, sta valutando le alternative e, nel caso non dovessero arrivare proposte ritenute adeguate, proseguirà nel percorso di crescita prefigurato, che comprende operazioni di m&a.

Secondo il quotidiano, il dossier Prelios sarebbe sul tavolo di Kryalos, doValue e DeA Capital, ma, stando alle fonti, è probabile che altri soggetti siano pronti a farsi avanti.

Prelios ha un ruolo di primo piano nel mondo degli special servicer che gestiscono crediti deteriorati, soprattutto grazie alla partnership strategica con Intesa Sanpaolo, siglata un anno fa, relativa alla gestione di 10 dei 14 miliardi di crediti classificati come unlikely to pay (utp).

DK acquistò il 44,5% del gruppo nel luglio di tre anni fa, tramite la newco costituita ad hoc Lavaredo (controllata da Burlington Loan Management), dalle maggiori banche italiane (Intesa Sanpaolo e UniCredit) e dal gruppo Pirelli per 64,25 milioni.

I numeri di Prelios della gestione Serrini sono alla base dell’interesse dei potenziali compratori. L’ebitda è passato dai 7 milioni del 2017 ai 44 milioni dell’anno scorso (quest’anno, nell’annus horribilis del Covid-19, è previsto che arrivi a 100 milioni). Le masse gestite sono passate a 40 miliardi dai 10 miliardi del 2017. Come ha raccontato l’amministratore delegato durante una tavola rotonda che si è svolta nell’ambito della Financecommunity Week, pur in un anno terribile come il 2020 la gestione degli utp di Prelios ha consentito di riportare in bonis circa 400 aziende. Non solo: il gruppo è passato da 335 dipendenti del 2017 a 600 quest’anno, con 115 assunzioni nel solo primo semestre e senza ricorrere alla cassa integrazione.

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Noemi

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