mercoledì 14 nov 2018
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Risparmio gestito, brusca frenata nel secondo trimestre 2018

Risparmio gestito, brusca frenata nel secondo trimestre 2018

Frena l’industria del risparmio gestito nel secondo trimestre di quest’anno, con una raccolta netta negativa per 5 miliardi di euro contro +14,7 miliardi nei primi tre mesi dell’anno.

Come emerge dalla consueta mappa di Assogestioni, dall’inizio del 2018 il saldo netto dei flussi si ferma a +9,8 miliardi e il patrimonio gestito a fine giugno è sceso a 2.067 miliardi dai 2084 miliardi di fine marzo. Lo scorso anno il secondo trimestre si era concluso con una raccolta netta di +29 miliardi, che seguivano i quasi +28 miliardi del primo, portando il totale dei primi sei mesi del 2017 a quasi 57 miliardi mentre il patrimonio a fine giugno 2017 era di 2.013 miliardi.

Tornando al secondo trimestre 2018, per le gestioni collettive il saldo di raccolta è positivo, ma nettamente inferiore ai tre mesi precedenti: +884 milioni contro +9,7 miliardi, a un totale di 10,6 miliardi da inizio anno. I fondi aperti segnano +1,1 miliardi, dopo +8,9 miliardi, mentre i fondi chiusi registrano deflussi per 208 milioni, dopo +807 milioni.

Bilancio nettamente negativo per le gestioni di portafoglio, con una raccolta netta di -5,8 miliardi contro +5 miliardi nel primo trimestre e in sei mesi il saldo è pari a -817 milioni. Per le gestioni di patrimoni previdenziali la raccolta netta è di 683 milioni –  dopo  i 2,3 miliardi scorsi – e per le gestioni di prodotti assicurativi il saldo è negativo per 2,75 miliardi dopo +2,77 miliardi (il che riduce a 17 milioni i flussi netti dell’anno).

Tipi di fondi

Quanto alla tipologia dei fondi, i responsabili del risultato negativo sono gli obbligazionari, oggetto di una fuga da parte degli investitori: il trimestre si chiude a -8,7 miliardi, dopo i -4,9 miliardi dei primi tre mesi e da inizio anno i deflussi toccano 13,6 miliardi.

Dall’altro lato i bilanciati continuano a ricevere un buon apprezzamento dai risparmiatori, con un saldo di raccolta di +3,1 miliardi del trimestre che segue i +4,6 miliardi dei primi tre mesi dell’anno a un totale nei primi sei mesi dell’anno di 7,7 miliardi, mentre i flessibili, pur perdendo smalto rispetto al primo trimestre con +2,9 miliardi dopo +9,3 miliardi, raccolgono complessivi 12,1 miliardi in sei mesi. Positivi anche i fondi azionari con +184 milioni (ma dopo +2,9 miliardi) e portano la raccolta netta da inizio anno a +3,1 miliardi.

Sotto il profilo del patrimonio, in base alla mappa trimestrale di Assogestioni, i fondi aperti a fine giugno totalizzano 1.005 miliardi, uno in meno rispetto a tre mesi prima e rappresentano il 48,6% delle masse gestite (48,3% a marzo).

I fondi chiusi salgono poi a 54,5 miliardi (2,6% del totale) da 52,7 miliardi. Per le gestioni di portafoglio, il patrimonio scende a 1.007 miliardi (48,7% del totale) da 1.025 miliardi (49,2%), risentendo in particolare del calo delle masse della gestione di prodotti assicurativi (701 mld da 717,7 mld). Tra i fondi, gli obbligazionari mantengono il primo posto per gestito, ma con un patrimonio diminuito a 387 miliardi (38,5% del totale) dai 400 miliardi di marzo (39,8%).

I gestori

Passando alla performance dei principali gestori nel secondo trimestre, stando al report dell’associazione di settore, la raccolta netta è negativa per Generali, a – 723,7 milioni, con masse gestite per 475,8 miliardi (23,7% del totale).

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha registrato nei tre mesi a giugno un saldo netto dei flussi di 294,6 milioni (Eurizon +319 milioni e Fideuram -24,4 milioni), con masse gestite per 395,5 milioni (19,7%).

Amundi registra sottoscrizioni nette per 875,5 milioni e un patrimonio di 204,3 miliardi (10,2%). Negativa Anima Holding, il cui saldo di raccolta è di -822 milioni, con masse per 92,5 miliardi (4,6%) mentre le Poste Italiane si distinguono con +5,5 miliardi, frutto dei +5,8 miliardi dalle gestioni di prodotti assicurative (con -210 mln dai fondi aperti), con un patrimonio di 86,4 miliardi (4,3%).

Blackrock Investment, che non comunica la raccolta mensile, ha un gestito di 73,4 miliardi (3,7%) mentre invece Ubi Banca, numero sette del risparmio gestito, in tre mesi ha raccolto 471,7 milioni (masse a 59,6 mld, 3% del settore). Il gruppo Mediolanum segna poi un saldo netto di raccolta di +253,1 milioni e un patrimonio di 48,3 miliardi (2,4%). Per Allianz la raccolta netta del trimestre risulta di -220 milioni e per il gruppo Azimut, che chiude la “Top 10” dei gestori, di -432,3 milioni.

Tra gli altri gruppi, Axa Im si distingue con +2,7 miliardi, JP Morgan con +1,1 miliardi e Morgan Stanley con +1,07 miliardi. Per il gruppo Bnp Paribas le statistiche Assogestioni riportano -6,4 miliardi, deflusso che per il gruppo francese è collegato a un mandato di un cliente assicurativo gestito sin dal 2010 ed è avvenuto per una scelta strategica ‘non legata alla performance’.

Infine, Credem precisa che i -3,5 miliardi censiti da Assogestioni si riferiscono a un trasferimento infragruppo, con il passaggio del mandato delle gestioni separate vita da Euromobiliare Am Sgr a Credemvita e che quindi il fenomeno non è collegato a disinvestimenti della clientela.

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