domenica 17 nov 2019
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Risparmio gestito: a marzo in rosso la raccolta dei fondi ma patrimonio record

Risparmio gestito: a marzo in rosso la raccolta dei fondi ma patrimonio record

Il comparto fondi pesa sulla raccolta dell’industria italiana del risparmio gestito ma la gestione spinge in alto il patrimonio. Dalla mappa mensile di Assogestioni emerge infatti che a marzo la raccolta è risultata negativa per 597 milioni, in peggioramento dopo il -571 milioni registrato a febbraio, con le gestioni di portafoglio che registrano però flussi positivi per 100 milioni in opposizione all’andamento dalle gestioni collettive (-700 milioni). Grazie all’effetto della gestione continua la crescita del patrimonio che a fine mese vale oltre 2.144 miliardi di euro, nuovo record storico rispetto ai 2,123 miliardi di fine febbraio.

L’allontanamento dei risparmiatori dai fondi azionari in favore di quelli obbligazionari (+1,9 miliardi) e bilanciati (+272 milioni) può essere spiegato con una maggiore prudenza e quindi una minore tendenza al rischio considerando la situazione attuale. Assogestioni ha rilevato che i fondi aperti a marzo hanno segnato un risultato negativo per 620 milioni, che fa seguito al pesante -1,66 miliardi di febbraio. In particolare, spaventano i fondi di diritto italiano, da cui sono fuoriusciti 629 milioni, mentre nei fondi esteri sono entrati 9 milioni. Nel trimestre il bilancio resta favorevole a questi ultimi (1,21 miliardi), mentre gli italiani hanno perso 2,9 miliardi. In rosso comunque anche i fondi chiusi, che attestano la flessione a -88 milioni, dopo i 230 milioni di febbraio.

Si confermano in positivo invece le gestioni di portafoglio con 111 milioni (+867 milioni a febbraio), grazie a quelle istituzionali (+760 milioni, dai +1,65 miliardi di febbraio), mentre le linee retail sono rimaste sotto la parità (-649 milioni dai -789 milioni di febbraio).

Nel trimestre in totale i fondi aperti hanno un bilancio di -1,68 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio mostrano un maxi risultato di raccolta di 55,6 miliardi, legato sopratutto all’operazione straordinaria una tantum varata a gennaio dalle Poste che ha conferito alla sgr di gruppo, Bancoposta, un mandato del valore di oltre 53 miliardi per la gestione del patrimonio di Bancoposta.

Guardando alle singole società di gestione, registrano segno meno big come Generali (-608 milioni) e Intesa Sanpaolo (-384 milioni di cui -1,097 miliardi riferiti a Eurizon, mentre risulta in positivo Fideuram con +712 milioni), seguite da Amundi (-341 milioni), Anima (-127 milioni), Allianz (-121 milioni) e Arca (-68 milioni). In attivo sono invece Poste (740 milioni), Ubs Asset Management (564 milioni), Pramerica (308 milioni), Mediolanum (163 milioni) e Azimut (134 milioni).

Tra le società estere presenti sul mercato senza  una propria rete di distribuzione spicca il risultato di Jp Morgan Asset Management che con 401 milioni di raccolta si conferma primo per masse (42,3 miliardi). Bene anche Morgan Stanley (377 milioni). Chiudono invece in rosso Invesco (-178 milioni), M&G (-104 milioni) e Franklin Templeton (-195 milioni).

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