mercoledì 14 nov 2018
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Sga, nel piano strategico al 2023 obiettivo incremento npl

Sga, nel piano strategico al 2023 obiettivo incremento npl

Sga (Società Gestione Attività), la società del ministero del’Economia e delle Finanze che gestisce circa 20 miliardi di crediti deteriorati ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (di cui 7 miliardi di unlikely to pay), annuncia il piano strategico quinquennale al 2023 e punta a posizionarsi fra i primi player sul mercato dei crediti deteriorati.

Il piano della società presieduta da Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro, e guidata dall’amministratore delegato Marina Natale prevede tre pilastri. Il primo riguarda la gestione diversificata tra sofferenze, crediti unlikely to pay e past due cosiddetti gone concern (da gestire con logica di recupero) e crediti going concern (da gestire in modo proattivo in quanto potenzialmente normalizzabili) con il coinvolgimento sia di professionisti interni sia di partner esterni specializzati, nell’ottica di ottimizzare il valore di recupero nel tempo.

Poi ci sono la volontà di un approccio proattivo nella gestione delle posizioni going concern con la possibilità di concessione di nuova finanza per ripristinare o salvaguardare la continuità aziendale e l’acquisizione di professionalità specializzate e di un infrastruttura tecnologica più innovativa.

Partendo da questi propositi, Sga punta a raggiungere un modello di business strutturato in grado di garantire disciplina dei costi con un EBITDA Margin che punta al 35% e un elevato livello di patrimonializzazione con un CET1 pari al 15%, che costituisce un fattore abilitante per il perseguimento di nuove strategie di crescita e di ampliamento dimensionale del volume di business a supporto delle piccole-medie imprese. L’obiettivo è massimizzare le economie di scala e gestire in modo efficace e sostenibile l’attività di recupero, ottenendo nuovi mandati di gestione, in particolare nel segmento going concern oltre ai 7 miliardi di crediti già in portafoglio.

Con l’obiettivo di massimizzare il valore dell’attività di recupero, la società non esclude l’opportunità di concedere nuova finanza per favorire la continuità aziendale alle imprese e creare le premesse per un rilancio industriale anche in una fase di ristrutturazione.

 

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