Sosteniamo gli innovatori, ma serve più supporto dalle imprese
di valentina magri
«Avere un ruolo da protagonista nel fare innovazione nel mondo delle tecnologie per l’industria, e in particolare nella transizione energetica». Questa la mission dell’operatore di venture capital italiano MITO Technology nelle parole del managing director Alberto Calvo (in foto). MAG l’ha incontrato per farsi spiegare la strategia d’investimento, le ultime operazioni e quelle in pipeline.
MITO Technology aderisce a Cleantech for Italy, declinazione italiana dell’iniziativa europea Cleantech for Europe, associazione che promuove un futuro a zero emissioni attraverso l’innovazione e il dialogo con i policy maker. Ci spiega questa scelta?
Vogliamo contribuire e collaborare con innovatori, investitori e ricercatori al raggiungimento di un obiettivo comune: evidenziare l’importanza della produzione e dell’utilizzo di tecnologie pulite e industrialmente sostenibili nella strategia di crescita delle nostre imprese. Lo facciamo sia attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, sia mediante il dialogo con i legislatori che si occupano di transizione energetica.
In cosa consiste la vostra strategia di investimento?
Provo a sintetizzare dicendo che abbiamo 5 anni per investire nella costruzione di un portafoglio di partecipazioni, ed altri 5 per valorizzarle. Cerchiamo progetti embrionali, e cioè di imprese neonate o non ancora costituite, caratterizzate da una proposta molto forte nell’economia circolare, nella sicurezza delle filiere di approvvigionamento, nel climate-tech e green-tech.
Quali sono le caratteristiche delle startup da voi ricercate?
Cerchiamo team con un forte Dna imprenditoriale e un progetto radicalmente innovativo dal punto di vista tecnologico, ancor meglio se già protetto da brevetti. La startup deve aver avviato o concluso una fase di validazione tecnologica ed essere alla ricerca di capitali utili a crescere e ad accelerare lo sviluppo della propria attività industriale. I processi di analisi sono misurati attraverso indicatori ben precisi che riguardano anche l’impatto nell’ecosistema dei nostri progetti di investimento. Guardiamo con interesse, in generale, all’efficienza e sostenibilità dei consumi energetici nel sistema produttivo e, in particolare, al consumo di materie prime per unità di prodotto finito.
Come trovate le startup dove investire?
Possiamo contare su un team composto da sette professionisti, uomini e donne, imprenditori e manager, con un track-record consolidato in ambiti differenti, dal trasferimento tecnologico alla proprietà intellettuale e alla consulenza strategica. Questo ci dà l’opportunità di intercettare progetti di investimento che provengono da diversi ambiti. A partire dal mondo accademico e della ricerca scientifica, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e le università. Ci sono poi progetti segnalati dalle grandi aziende con cui abbiamo un rapporto confidenziale e che loro considerano troppo acerbi o rischiosi. E che, nel loro ecosistema, sarebbero soffocati da processi non coerenti con la dimensione della piccola startup. Inoltre, abbiamo una rete internazionale di collaborazione reciproca con advisor e colleghi che operano all’interno del nostro ecosistema.
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