Stefano Donnarumma nuovo partner strategico di Polis
Stefano Donnarumma (in foto) assumerà il ruolo di partner strategico del nuovo fondo immobiliare dedicato ai data center promosso da Polis, società controllata da LBO France e partecipata da BPER e Intesa Sanpaolo.
L’iniziativa rappresenta un passo di un percorso volto a intercettare la crescita delle infrastrutture digitali in Italia, valorizzando competenze industriali maturate nella gestione di grandi reti e programmi di investimento nei settori energetico, ferroviario, aeroportuale e delle utility. Donnarumma supporterà l’intero processo di sviluppo, dalla selezione degli advisor tecnici al coordinamento delle competenze industriali, fino agli aspetti legati alle connessioni alla rete elettrica, ai rapporti con Terna e con i distributori, nonché ai profili regolatori, energetici e autorizzativi.
Chi è Stefano Donnarumma
Nato a Milano il 29 ottobre 1967, Stefano Donnarumma si è laureato in ingegneria meccanica nel 1993. Iscritto all’ordine degli Ingegneri, ha ottenuto nel 2003 la Certificazione di QING come “Esperto di Gestione Tecnica di Stabilimento Industriale”. Ha lavorato dal 1994 per circa 9 anni in ambito produzione componentistica autoveicoli e ferroviaria e dal 2003 Donnarumma è stato incaricato della conduzione di stabilimenti di produzione di veicoli ferroviari. In Acea Distribuzione come direttore operazioni, è stato poi nominato presidente e ceo fino ad agosto 2012. Da settembre 2012 Donnarumma è entrato nel Gruppo Aeroporti di Roma come direttore airport management e accountable manager degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e come presidente della società ADR Assistance. Nel maggio 2015 è diventato direttore business unit reti & calore del Gruppo A2A. Dal 3 maggio 2017 al 2020 Donnarumma è stato amministratore delegato di Acea. Nel maggio 2020 è diventato amministratore delegato di Terna, carica che ha mantenuto fino a maggio 2023, e da giugno 2024 fino al luglio 2026 è stato amministratore delegato del Gruppo FS. Nel dicembre 2025 è stato inoltre nominato vicepresidente dell’Union Internationale des Chemins de fer (UIC), assumendo un ruolo di primo piano nel coordinamento delle strategie ferroviarie a livello europeo e internazionale.
Dettagli del fondo
Polis punta a un obiettivo di raccolta pari a 200 milioni di euro, estendibile fino a 250 milioni, con closing previsto ad aprile 2027. La strategia sarà di tipo develop-to-sell, basata sull’acquisizione di terreni brownfield e greenfield, sull’ottenimento delle autorizzazioni, sulla prenotazione della capacità elettrica e sullo sviluppo dei progetti fino alla fase ready-to-build, per poi cedere gli asset a operatori specializzati o investitori infrastrutturali. Il portafoglio iniziale comprende cinque siti, per una capacità complessiva di 520 megawatt, con un rendimento netto atteso del 25% e un multiplo sull’investimento pari a due volte il capitale impiegato. La strategia mira a valorizzare la fase di sviluppo, in cui si genera la quota più significativa del valore, contenendo al contempo l’esposizione ai rischi operativi legati alla costruzione e alla successiva gestione dei data center.
Polis stima che il mercato italiano dei data center possa passare da 7,5 a 13,5 miliardi di euro entro il 2030, con una capacità installata in crescita da 1,8 a 4 gigawatt. A rendere il Paese attrattivo è anche un time-to-power stimato in tre anni, rispetto ai 7-10 anni dei principali mercati europei, elemento che potrebbe consentire all’Italia di rafforzare il proprio ruolo di hub digitale nel Sud Europa.
Polis, nata nel 1998, gestisce 1,26 miliardi di euro di masse attraverso 19 fondi attivi nei settori real estate, crediti distressed e infrastrutture. La società è controllata al 60% da LBO France Gestion, affiancata da BPER, Intesa Sanpaolo, Banca Valsabbina, Banca Popolare di San Felice 1893 e Unione Fiduciaria.