giovedì 13 ago 2020
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Strocchi (Electa): Capitali privati nelle pmi? Sì ma senza paura dell’illiquidità – AUDIO

Strocchi (Electa): Capitali privati nelle pmi? Sì ma senza paura dell’illiquidità – AUDIO

Far confluire risorse private alle imprese oggi è diventata una necessità, una pedina vincente nella partita del superamento della crisi provocata dall’epidemia di Covid-19. La domanda è: come? Per Simone Strocchi (nella foto), fondatore e managing partner di Electa Ventures, intervistato da Financecommunity, il problema principale che finora ha impedito un vero collegamento tra i due mondi, risparmi e pmi, è stat “la predilezione per i fondi mobiliari aperti Ucits, i quali devono rispettare serie di regole di compliance fra cui ad esempio un indice di liquidabilità giornaliera” ma per questo “sono poco adatti a investire in piccole e medie imprese”. Lo strumento ideale in questo senso, evidenzia, “sarebbero i fondi chiusi”, ma anche Eltif, Sia, Sicaf, Fondi quotati Miv e formule evolute di prebooking che fanno effettivamente confluire le risorse private nelle pmi”.  

Ascolta di seguito l’intervista completa

Il problema, dice, “è l’illiquidità che spaventa, in realtà il retail da sempre investe nel mattone che è lo strumento illiquido per eccellenza”, occorre “superare questa paura ed essere consapevoli che con le dovute accortezze un investimento di questo tipo non è pericoloso”. 

Fondamentale poi “è che si creino tanti players che possano animare il mercato” e che si avviino “partnership e collaborazioni tra pubblico e privato che abbiamo visto funzionano molto bene”. Il pubblico qui “ha un ruolo fondamentale soprattutto per ciò che riguarda la leva fiscale: occorrerebbero incentivi a chi investe nei prossimi 90 giorni in imprese italiane e a quelle che, nell’ambito della filiera, si fanno promotrici di maggior solidarietà di circolante” e per una “semplificazione delle regole e le tempistiche di iniezione di capitale in imprese, come hanno già fatto Stati Uniti, Regno Unito e Germania”. Tuttavia, da solo non basta, sarebbero necessarie  partnership tra pubblico e privato per orientare capitali a sostegno e sviluppo di imprese autoctone performanti”.

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