Venture capital italiano da record nel 2025. Lo certifica Bain & Company Italia
Dopo la fase di rallentamento registrata tra il 2023 e il 2024, il mercato del venture capital in Italia torna a crescere nel 2025. Secondo il “Venture Capital Scanner” di Bain & Company Italia, gli investimenti hanno raggiunto circa 1,5 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato nel Paese. Il dato rappresenta un incremento del 40% a valore rispetto al 2024, grazie al contributo di round di dimensione significativa, con una dinamica di crescita nettamente superiore alla media europea, che nello stesso periodo si attesta a +3,8%. Il trend italiano di lungo periodo (2017–2025) conferma una crescita solida, con un CAGR del +22%.
I dettagli della crescita del venture capital italiano
Nel 2025 il venture capital europeo ha toccato circa 52 miliardi di euro, con una crescita del 3,8% su base annua. Europa del Nord e Occidentale concentrano circa l’88% del valore complessivo. I principali mercati sono Regno Unito (6,6 miliardi di euro, oltre il 30% del totale europeo), Francia a 7,4 miliardi (14,2%) e Germania a 7,3 miliardi (14,1%). L’Italia rappresenta circa il 3% del totale europeo, confermandosi secondo mercato del Sud Europa dopo la Spagna, ma ancora distante per dimensione dai principali hub continentali. La crescita italiana (+40% anno su anno) supera quella degli altri grandi Paesi: Francia (~0%), Germania (-6,5%) e media europea (+3,8%), trainata principalmente dall’aumento della dimensione media dei round.
A livello settoriale, la tecnologia si conferma primo comparto per valore, con circa 760 milioni di euro investiti (50% del totale, vs. 42% in Europa). Si distinguono in particolare operazioni in ambito deep tech, inclusa la robotica umanoide, a testimonianza della crescente attenzione verso tecnologie ad alta intensità di competenze e ricerca. L’healthcare, con circa 339 milioni di euro (22% del totale, vs. 15% in Europa), si consolida come uno dei settori in cui l’Italia è in grado di valorizzare e tradurre in innovazione le competenze distintive sviluppate nel tempo. Risultano invece sottorappresentati rispetto alla media europea i comparti energy e financial services.
Nel 2025 la Lombardia si conferma il principale hub nazionale, concentrando circa 1 miliardo di euro di investimenti (63% del totale) e 120 deal (46% del totale), a testimonianza di un ecosistema maturo e fortemente attrattivo. Seguono il Lazio, con 227,6 milioni di euro (15%) e 29 operazioni, e la Liguria, che pur con soli 7 deal registra un ticket medio particolarmente elevato (13,6 milioni di euro). Piemonte e Toscana completano il gruppo delle regioni più attive per numerosità di operazioni, mentre nel resto del Paese l’attività risulta più frammentata e con volumi inferiori, confermando una forte concentrazione geografica degli investimenti in Venture Capital nel Nord del Paese, e in particolare in Lombardia. Inoltre, nel 2025 la Lombardia si conferma la prima regione italiana per numero di startup e pmi innovative attive, con circa 4.160 realtà (29% del totale nazionale su 14.358), distanziando Lazio (~1.675; 12%) e Campania (~1.650; 12%). Oltre alla leadership numerica, la regione concentra anche oltre il 60% degli investimenti cumulati raccolti tra il 2016 e il 2025 dalle startup e pmi innovative, evidenziando una capacità di attrazione di capitali significativamente superiore al proprio peso in termini di numerosità.

I commenti
“Il 2025 si è rivelato un anno molto positivo per il venture capital italiano. L’ecosistema nazionale è in ottima salute, ma l’Italia resta ancora marginale in termini di scala: questo è il momento giusto per consolidare i progressi e recuperare terreno. Il risultato non è solo quantitativo, ma riflette anche una maggiore qualità delle aziende finanziate e la loro capacità di attrarre capitali lungo percorsi di crescita più strutturati”, commenta Emanuele Veratti (in foto, a sinistra), senior partner e digital practice leader Italia di Bain & Company.
“Nel 2025 il mercato ha inoltre continuato a sostenere le startup al primo round di finanziamento (ca. 40% del valore) rispetto ai follow-on, in linea con il mix storico. È un segnale positivo per l’ecosistema dell’innovazione, che cresce mantenendo invariata la capacità di accesso ai capitali anche per le realtà che si apprestano ad affrontare la prima raccolta. Uno degli ambiti di maggiore impatto è la cosiddetta physical o embodied AI, ovvero l’intelligenza artificiale integrata in sistemi fisici. La robotica umanoide ne rappresenta uno degli esempi più visibili. Oggi si contano già oltre 20 player globali in questo mercato, che secondo le stime potrebbe raggiungere tra 150 e 200 miliardi di euro entro il 2035, con un ecosistema competitivo concentrato soprattutto tra Stati Uniti e Cina. In questo contesto è incoraggiante vedere emergere anche in Italia e in Europa investimenti in queste tecnologie”, osserva Gianmarco Rallo (in foto, a destra), senior manager di Bain & Company.
Per quanto riguarda le prospettive per quest’anno, “il mercato del venture capital italiano potrebbe evolvere verso una fase di progressiva normalizzazione dopo il picco registrato nel 2025. Le prospettive restano positive, sostenute dall’interesse per tech ed healthcare, dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dalla crescente attenzione verso deep tech e innovazione industriale. Allo stesso tempo, il contesto macroeconomico e geopolitico continuerà a influenzare la selettività degli investitori, che resteranno focalizzati sulla qualità delle soluzioni tecnologiche e sulle prospettive di profittabilità di medio periodo. In questo scenario, la crescita del mercato dipenderà sempre più dalla capacità di attrarre capitali internazionali e di sostenere round di dimensioni maggiori. Infine, percorsi di exit chiari ed efficienti restano una componente essenziale di un ecosistema maturo e rafforzarli, anche attraverso il coinvolgimento delle corporate e lo sviluppo del mercato secondario, significa aumentare la liquidità e creare le condizioni per nuovi cicli di investimento nei prossimi anni”, conclude Veratti.