giovedì 19 set 2019
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Banca Progetto riparte da digitalizzazione e istituto “conversazionale”

Banca Progetto riparte da digitalizzazione e istituto “conversazionale”

Affiancare una digitalizzazione “spinta” a un approccio “artigianale” che non perda il contatto umano col cliente. La ricetta per lo sviluppo di Banca Progetto punta a coniugare due tendenze apparentemente opposte. Oggi all’inaugurazione della nuova sede in piazza Diaz a Milano, Financecommunity.it ne ha parlato con l’amministratore delegato Paolo Fiorentino (nella foto a destra) e il chief transformation officer Angelo D’Alessandro (nella foto a sinistra), che si occuperà della banca conversazionale.

Banca Progetto è specializzata nel credito alle pmi e nella cessione del quinto dello stipendio, ma l’orizzonte è quello di estendere il raggio di attività al fianco di privati e piccoli imprenditori. Vogliono diventare una banca digitale, per questo prevedono investimenti per 15 milioni di euro e un importante piano di recruitment, di circa 30 unità, focalizzato in particolare sui millennials, proprio per dare impulso alla tecnologia. “Uno strano animale” lo ha definito l’amministratore delegato: da una parte la digitalizzazione sui core business dell’istituto, dall’altro un approccio “artigianale”, così l’ha definito Fiorentino, nella valutazione sulla concessione dei crediti, un ambito in cui muoversi “alla vecchia maniera”. Una ripartenza, per la banca guidata dall’ex ad di Carige: “Siamo una startup. Vogliamo, nel giro di due anni, raggiungere il break even, entro i prossimi cinque anni puntiamo a un cost income del 30%, come suggeriscono le best practice in campo”.

Ascolta qui sotto l’intervista all’amministratore delegato Paolo Fiorentino.

Ma l’altra novità, solo apparentemente di segno opposto, è la costituzione di una banca conversazionale dedicata a privati e piccole imprese, grazie alla quale clienti individuali e piccoli imprenditori potranno avere “a portata di chat” una consulenza a tutto tondo, con un team trasversale e multidisciplinare di professionisti a disposizione.

Ascolta qui sotto l’intervista al chief transformation officer Angelo D’Alessandro

Un ripartenza, quella di Banca Progetto, che prende le mosse con l’inaugurazione di una nuova sede. A pochi passi dal duomo di Milano, al terzo piano di piazza Diaz 1, il team dell’istituto si troverà a lavorare in un ampio open space, tanto essenziale quanto funzionale, capace di ospitare circa 40 lavoratori. Alle pareti una bandiera italiana, di fronte quella degli Stati Uniti. Un piccolo ufficio con pareti di vetro all’ingresso, una sala da pranzo con un lavandino e un frigorifero. Ma, la cosa forse più importante, è la sala relax, con pouf, tavolini e un ping pong, perché anche nelle banche, come nelle aziende e in tutti i posti di lavoro, il benessere dei dipendenti è importante. E fa la differenza.

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