mercoledì 30 set 2020
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Calcio, la Lega vara la media company, in corsa due cordate. Gli advisor finanziari

Calcio, la Lega vara la media company, in corsa due cordate. Gli advisor finanziari

Via libera della Lega Serie A alla creazione di una media company a cui verrà affidata la gestione dei diritti tv del calcio e riduzione a solo due contendenti nella corsa all’acquisizione di una partecipazione nella newco.

E’ questo l’esito dell’assemblea dei venti club, secondo quanto riferito da fonti citate dalle agenzie di stampa presenti nei pressi dell’hotel milanese dove si è svolta la riunione.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha confermato l’esito, ovvero l’approvazione all’unanimità della creazione della media company e ha aggiunto che i presidenti dei club decideranno in una “prossima assemblea” quale delle due cordate entrerà nella newco. Anche il presidente del Milan, Paolo Scaroni, ha detto che “è un bene che ci sia stata l’unanimità”.

Secondo il presidente del Torino, Urbano Cairo, il via libera alla newco sui diritti tv costituisce “un cambiamento importante perché ci dà una direzione chiara”. Cairo ritiene che “nel giro di massimo due o tre settimane” la Lega di Serie A deciderà quale cordata far entrare nella media company. “Adesso abbiamo la possibilità di accelerare, abbiamo davanti un’agenda fitta ma molto veloce”. Quanto alla newco, la Lega di Serie A “delegherà la gestione a un management competente”, scelto assieme ai fondi di private equity, ha aggiunto Cairo.

GLI ADVISOR

E’ passata, dunque, la linea voluta dal presidente Paolo Dal Pino e da alcune società, che sono riusciti a ottenere il risultato che la Lega non si spaccasse, votando la creazione della newco all’unanimità.

Dal Pino, parlando in conferenza stampa, ha detto che la strada scelta non è incompatibile con la gara sui diritti di trasmissione delle partite: “Il bando per l’assegnazione dei diritti tv lo faremo. E’ previsto dalla legge. Sarà un processo che gestiremo rapidamente. Non siamo preoccupati, incastreremo tutto”.

Affiancato dall’advisor Lazard, Dal Pino ha deciso di andare avanti nelle trattative con le cordate formate da Cvc Capital, Advent International e Fsi e quella costituita da Bain Capital e NB Renaissance. Scartate le offerte alternative, in particolare quella della cordata formata da Apax e Three Hills Capital Partners, che pareva aver guadagnato terreno negli ultimi giorni. Accettata, dunque, l’idea di cedere una partecipazione di equity nella media company e di concedere diritti di governance ai fondi.

Sul tavolo di Lazard e Dal Pino, pertanto, restano la proposta formulata dalla cordata formata da Cvc Capital, Advent International e Fsi – che vede come advisor finanziari RothschildCredit Suisse (con un team guidato da Andrea Donzelli, co-head investment banking basato a Roma) e Barclays (al lavoro con un team guidato dal country manager Enrico Chiapparoli e formato dal managing director Paolo De Luca, dal director Giulio La Corte e dagli analyst Oscar Chai e Filippo Elefanti).   Inoltre EY ha agito in qualità di advisor di CVC per quanto attiene alla parte di strategy, financial due diligence, infrastructure e structuring dell’operazione con un team composto da Marco Daviddi, Stefano Matalucci ed Enrico Silva.

L’altra offerta che prevede l’acquisizione di una partecipazione di equity nella media company è stata formulata dalla coppia Bain Capital-NB Renaissance Partners, affiancate dagli advisor finanziari Mediobanca e Nomura; quest’ultima ha messo in campo un team di altissimo profilo, composto da Stefano Giudici, responsabile investment banking per l’Italia, Umberto Giacometti, co-responsabile dei financial sponsor per l’Europa, Francesco Bertocchini, managing director investment banking per l’Italia, e Marco Patuano (nella foto), senior advisor.

Non da meno la squadra di banker schierata dalla banca d’affari di Piazzetta Cuccia: Francesco Canzonieri, Filippo Lo Franco, Giuliano Palazzo e Cecilia Bufano.

Le due cordate di operatori di private equity avrebbero formulato offerte simili, valutando il 100% della media company circa 15 miliardi e puntando ad acquisirne il 10-15%, ma garantendosi diritti di governance attraverso la nomina di metà dei consiglieri di amministrazione.

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