lunedì 23 set 2019
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Cambi di poltrone: quaranta giri di valzer nella finanza

Cambi di poltrone: quaranta giri di valzer nella finanza

Nei primi 10 mesi di quest’anno sulla scena finanziaria ed economica del Paese si sono succeduti una serie di cambi ai vertici e passaggi che faranno ricordare quest’anno, che ancora deve terminare, come uno dei più movimentati degli ultimi tempi, con oltre 40 cambi di poltona.

Parliamo di avvicendamenti che tendono a seguire trend ben precisi. Innanzitutto quello della necessità di un rinnovamento del business bancario e assicurativo, che in molti casi ha imposto la presenza di nuove teste in grado di dare nuovi modelli, soprattutto quando in gioco c’è il futuro stesso della organizzazione di turno sia essa una banca, un gruppo assicurativo o un fondo. Ma non solo. Sul mercato si sono affacciati anche nuovi player, tra insegne internazionali attive in determinati ambiti e società nate per rispondere alle nuove esigenze di mercato, che sono andati e stanno andando a caccia di professionisti. Il tutto unito da una voglia di cambiare e di affrontare nuove sfide che caratterizza gli uomini e le donne d’affari italiani.

GRANDI GIRI PER GRANDI GRUPPI

Nel 2016 il ruolo di ceo non è mai stato meno al sicuro di così. Che sia stato per dare un segnale al mercato, per una necessità o per disaccordi interni, quest’anno sono stati parecchi i vertici di peso in Italia che hanno visto un avvicendamento, in molti casi con passaggi interni o ritorni di fiamma.

donnet_philippe.jpgIl primo è stato tra gennaio e marzo scorsi e ha riguardato uno fra i maggiori gruppi assicurativi del Paese, con una capitalizzazione di oltre 21 miliardi di euro a Piazza Affari: Generali. Dopo l’addio di Mario Greco, tornato in Zurich, l’incarico di raccogliere la sua eredità e definire la nuova strategia del gruppo è stato affidato a Philippe Donnet (foto a sx), già numero uno di Generali Italia. Sempre nella compagnia triestina, un ingresso di peso è stato quello di Frederic de Courtois, ex capo di Axa in Italia, la stessa società francese da cui proveniva Donnet, che dal primo settembre è entrato nel group management committee di Generali e ha la responsabilità della nuova funzione a diretto riporto di Donnet, cioè la global business lines & international. 

Sul fronte bancario, dopo pochi mesi dall’addio di Greco e l’approdo di Donnet, è stato il turno di Federico Ghizzoni che ha lasciato la poltrona di amministratore delegato di UniCredit. Una decisione che, si è detto, il ceo stava maturando da tempo: le condizioni critiche della banca richiedevano un cambio di passo e un segnale forte agli azionisti. Così è stato. A fine maggio Ghizzoni, poi passato a metà settembre nel board di Clessidra, ha ceduto il posto al francese Jean Pierre Mustier, proveniente dalla società di investment management Tikehau Capital ma con un passato in UniCredit nel ruolo di vice direttore generale con la responsabilità della divisione corporate & investment banking. 

Il giro di poltrone che più ha fatto discutere è però stato quello che ha riguardato Monte dei Paschi di Siena. A inizio settembre, mentre la banca programmava un aumento di capitale e una dismissione di 9 miliardi di npl, il ceo Fabrizio Viola ha rassegnato le dimissioni. Era arrivato a Siena quattro anni fa e con una cura da cavallo nella gestione era riuscito a riportare Mps all’utile: 390 milioni nel semestre 2016. Al suo posto è ritornato Marco Morelli, già a capo di Bank of America Merrill Lynch in Italia e in passato direttore generale di Mps. Contestualmente, Massimo Tononi ha dato le dimissioni da presidente. Posizione che, a oggi, non è ancora stata coperta. 

INVESTITORI PUBBLICI E PRIVATI

Non solo banche e assicurazioni. Anche molti fondi e sgr hanno rinnovato i propri vertici tra gennaio e ottobre di quest’anno.

Sace, il braccio di export credit di Cassa depositi e prestiti, nell’ambito del rinnovo del consiglio d’amministrazione per il triennio 2016-2018, ha nominato Alessandro Decio quale nuovo amministratore delegato e direttore generale. Prima di entrare nell’orbita Cdp, il manager, ex capo dei rischi di UniCredit, aveva trascorso qualche mese in Ing Italia sempre come ad. Ruolo che poi è stato affidato a Marco Bragadin, proveniente da Mps. 

Cdp, inoltre, ha affidato lo scorso gennaio la divisione real estate ad Aldo Mazzocco. A lui faranno capo le attività di Cdp Immobiliare (che ha inglobato Fintecna), guidata da Gianni Paviera, e le attività di sviluppo e gestione di Cdp Investimenti Sgr (social housing e valorizzazione di immobili pubblici), il cui direttore è Marco Sangiorgio. Mazzocco è stato amministratore delegato di Beni Stabili, da cui si è dimesso l’ottobre scorso dopo 15 anni. Dal 2011 il manager è presidente di Assoimmobiliare, fra le principali associazioni del settore.   

mammola_carlo.jpg

Lo scorso luglio, invece, nel Fondo Italiano d’Investimento è entrato Carlo Mammola (foto a dx), fondatore e managing partner di Argan Capital, fondo paneuropeo di private equity, nonché fondatore, sponsor e ceo della spac Italy1 Investment.

Cambio di poltrona anche in Opera sgr, dove Michele Russo ha lasciato la guida della società e da aprile 2016 è passato al gruppo paneuropeo Terra Firma in qualità di managing director. Ma è Clessidra il private equity che, dopo l’acquisizione da parte dell’Italmobiliare di Carlo Pesenti, ha attirato a se molti professionisti del settore, nell’ambito di una riorganizzazione generale del management. Nuovo ad è diventato Mario Fera, banker con un passato in Lazard, Hsbc e Ubs e uomo di fiducia dei Pesenti, mentre sono usciti dalla sgr Maurizio Bottinelli, che stando a quanto si legge in un comunicato riportato dalle agenzie di stampa, «proseguirà l’attività in nuove iniziative professionali» e Francesco Trapani

TRA NUOVE INSEGNE

Oltre a riorganizzazioni come quelle di Clessidra e UniCredit e a ricambi in situazioni di crisi, parte degli spostamenti dei professionisti è legata alla nascita o all’arrivo sul mercato di nuovi player in varie aree di attività. 

Sul lato fondi, l’ultimo, in ordine di tempo, è il Fondo salva-imprese. Nel nuovo veicolo di turnaround di Cdp sono approdati Andrea Morante, ex Credit Suisse e Pomellato, nonché presidente di Sergio Rossi, quale presidente, e Francesco Conte, già in Bc Partners e Morgan Stanley, quale amministratore delegato. Nel management, secondo quanto anticipato da financecommunity.it, sono entrati anche Stefano Focaccia, proveniente da Bnl, quale socio, e Stefano Cassina, managing director del fondo di private equity J. Hirsh & Co., come senior partner. Nel ruolo di cfo è poi arrivato Carlo Michero, già direttore finanziario di Pillarstone Italy.

Movimenti anche in casa Quaestio Capital Management, che in preparazione al fondo Atlante 2 ha rafforzato il team dedicato agli npls. Nel dettaglio sono entrati Fulvio Pelargonio, con esperienze in Royal Bank of Scotland e Mps Finance, Marc Zanelli, proveniente da Mps, Mario Cortesi, ex-SocGen e Morgan Stanley, Matteo Conte, già in Goldman Sachs, Credit Suisse e Nomura e infine Federico Valesi, con esperienze in Inter Fund Management SA (Family Office di Ikea) e Treetop Asset Management. 

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