lunedì 20 mag 2019
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I cinque driver del retail m&a Usa

I cinque driver del retail m&a Usa

Con la stagione dello shopping ormai iniziata, la pressione sui retailer è più alta che mai e ciò influisce anche sull’m&a, in particolare negli Stati Uniti. Cinque sono i driver che, al momento, sembrano guidare le operazioni.

Il primo è senza dubbio la tecnologia. Per fare qualche esempio la catena Best Buy ha recentemente acquisito dal fondo Gtcr per 800 milioni di dollari GreatCall, un provider per chiamate di emergenza. Allo stesso modo Nordstrom, una gdo Usa, ha comprato due società tecnologiche: BevyU, che consente lo scambio di informazioni tra venditori e shoppers, e MessageYes, che offre alle aziende la possibilità di mandare messaggi online personalizzati ai propri clienti. «Molte delle sfide che i retailer devono affrontare hanno a che fare con l’innovazione e la tecnologia», ha spiegato al giornale Mergers And Acquisitions Alex Monahan, senior analyst di Rsm Us.

Inoltre, ha aggiunto, «gli investitori vogliono vedere che i retailer stanno prendendo atto del cambiamento delle preferenze dei clienti, sforzandosi di proporre esperienze di acquisto multicanali e in continuità».

La customer satisfaction è il secondo grande driver delle aziende del settore. Il cliente ha sempre ragione, si diceva, e adesso vuole anche prodotti personalizzati ed esperienze di acquisto uniche. Alle aziende non rimane che attrezzarsi. Nel 2016, ad esempio la Bed Bath & Beyond Inc., quotata al Nasdaq, ha acquisito PersonalizationMall.com, realtà che consente di realizzare stampe digitali e di fare incisioni su diversi tipi di prodotti. Ad aprile Nike ha invece comprato Invertex Ltd, società che usa la tecnologia 3D e applicazioni mobile per raccogliere informazioni sui clienti e realizzare prodotti customizzati.

Poi ci sono i big data. Il private equity Hggc, specializzato in tecnologia, ha investito di recente in Mi9 Retail, azienda che offre software per misurare informazioni provenienti dai clienti ad esempio durante lo shopping, unendola a un’altra società in portafoglio, MyWebGrocer, nel digital marketing, dando vita a una realtà che lavora con oltre 500 retailers e brands quali Abercrombie & Fitch Co., Levi’s, Nike, Shopko, e Tommy Bahama.

Il quarto driver è specifico per il food e riguarda tutto il filone biologico. Il canadese Empire Company sta acquisendo Farm Boy per 800 million di dollari da Berkshire Partners mentre Supervalue a settembre ha annunciato un merger da 2,9 miliardi con United Natural Foods.

Infine c’è l’e-commerce. Per competere con Amazon, Walmart sta lavorando al rafforzamento delle sue piattaforme anche tramite l’m&a. A settembre ha acquisito per 225 milioni Cornershop Inc., un marketplace online per delivery in Cile e Messico, mentre Ikea ha acquisto TaskRabbit, che connette i clienti con i responsabili dei dipartimenti per avere consigli e aiuto su assemblaggio del mobilio, arredamento e acquisti.

 

 

Questo articolo è tratto dalla rubrica Follow the Money presente sulla rivista MAG. Scarica qui l’ultimo numero

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