Crédit Agricole compra le tre casse in crisi

Affiancata da un team di Lazard, Crédit Agricole, attraverso la sua controllata Crédit Agricole Cariparma, mette la parola fine alla questione delle Casse di risparmio di Cesena (Cassa di Risparmio di Cesena), Rimini (Cassa di Risparmio di Rimini) e San Miniato (Cassa di Risparmio di San Miniato) acquisendo di una partecipazione superiore al 95% del capitale delle tre banche, in accordo con la sezione Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Il team di Lazard che ha seguito l’operazione in oggetto è composto dal Managing Director Massimo Pappone, il director Antonio Ruozi, insieme a Giacomo Giocoladelli e Chengxue Chen.

Nel dettaglio, Crédit Agricole Cariparma verserà allo Schema Volontario la somma di 130 milioni di euro  mentre lo Schema Volontario procederà a sistemare i bilanci delle tre banche prima procedendo con un aumento di capitale – in anticipo rispetto alla data di chiusura della transazione – in modo da allineare il loro CET1 ratio ai livelli del Gruppo Crédit Agricole –  e poi cartolarizzando portafogli di crediti deteriorati per il valore lordo di circa 3 miliardi, con il supporto del Fondo Atlante II o ceduti a investitori privati.

I termini del contratto permetteranno quindi alle tre banche di disporre di una struttura finanziaria solida, condizione necessaria per tornare a svolgere il loro ruolo di accompagnamento allo sviluppo dei rispettivi territori, e al gruppo guidato da Giampiero Maioli (nella foto) di contribuire al rafforzamento del sistema bancario italiano attraverso un’operazione capace di creare di valore nel lungo termine, nel rigoroso rispetto dei suoi criteri finanziari di investimento.

La transazione sarà condizionata all’approvazione delle autorità di vigilanza e delle autorità garanti della concorrenza. La conclusione dell’operazione è prevista per la fine del 2017, incluse quindi le operazioni di aucap e di cartolarizzazione degli npl, che consentiranno alle banche di entrare nel perimetro dell’acquirente con un Npe ratio lordo pari al 9% e la ricapitalizzazione a cura del Fondo interbancario delle tre banche, destinate a salire al 10,7% di Cet1.

In linea con quanto annunciato nell’aprile 2017 all’apertura delle trattative, l’impatto dell’operazione sui ratio CET1 di Crédit Agricole e del Gruppo Crédit Agricole sarà inferiore a 10 pb. Inoltre, nel complesso, l’integrazione dei tre istituti locali porterà in dote all’Agricole 400 mila clienti su poco meno di 250 filiali. Un contributo che consentirà ai francesi di salire oltre i 2 milioni di clienti retail per circa 1.800 filiali, numeri che valgono il sorpasso su Bnl nel business retail e l’affermazione come settima banca italiana per sportelli, alle spalle di Intesa, UniCredit, BancoBpm, Mps, Ubi e Bper.
Nel 2016 le attività italiane che fanno capo al gruppo hanno generato un utile aggregato di 818 milioni tra il risparmio di Pioneer, il credito al consumo di Agos o di Fca bank e le altre controllate.
Crédit Agricole compra le tre casse in crisi

Noemi

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