martedì 29 set 2020
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DoBank verso la Borsa con Rothschild

DoBank verso la Borsa con Rothschild

Il servicer doBank si prepara allo sbarco in Borsa. Il gruppo ha infatti presentato a Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana, attraverso un’operazione di ipo in vendita a investitori istituzionali in Italia e all’estero che si dovrebbe concludere entro la fine di luglio.

Le azioni, spiega un comunicato, saranno cedute da Avio, partecipata pariteticamente da Siena Holdco Sarl (controllata da fondi gestiti da Fortress Investment Group) e da Verona Holdco Sarl (controllata da Eurocastle Investment Limited ), che attualmente detiene il 97,81% del capitale sociale. 

Nell’ambito della quotazione, Citigroup, J.P. Morgan e UniCredit Corporate & Investment Banking agiscono in qualità di Joint Global Coordinator Joint Bookrunner. UniCredit cib agisce anche in qualità di Sponsor e Citigroup anche in qualità di Stabilizzatore. Rothschild, il cui team equity capital market è guidato da Luigi Labbate, agisce in qualità di advisor finanziario di Avio e della Società.

Il numero complessivo di azioni oggetto del collocamento, in aggiunta ad altre condizioni rilevanti dello stesso, sarà determinato in prossimità dell’avvio del collocamento, nel cui contesto è inoltre prevista la concessione di una cosiddetta opzione Greenshoe. La società e avio assumeranno impegni di lock-up, in linea con la prassi di mercato per questo tipo di operazioni, per un periodo di 180 giorni decorrenti dalla data di avvio delle negoziazioni. Il collocamento sarà avviato compatibilmente con le condizioni di mercato e subordinatamente al rilascio del giudizio di ammissione a quotazione da parte di Borsa Italiana, nonché all’approvazione del Prospetto da parte della Consob.  

Il Gruppo doBank, guidato dall’amministratore delegato Andrea Mangoni (nella foto), è tra i principali servicer indipendenti, nell’attività di gestione di crediti prevalentemente non performing a favore di banche e istituzioni finanziarie pubbliche e private. In particolare, a seguito dell’acquisizione di Italfondiario nel 2016, il gruppo è diventato il più grande servicer indipendente specializzato nella gestione di crediti non performing, con un portafoglio di crediti affidati in gestione pari a 81 miliardi di euro (in termini di valore contabile lordo) al 31 dicembre 2016, oltre la metà del volume dei crediti non performing affidati in gestione esterna nel mercato italiano del servicing indipendente e circa un terzo del volume totale dei crediti non performing dello stesso mercato.

I ricavi lordi di doBank al 31 dicembre 2016, pari a circa 206,2 milioni, sono costituiti per il 93% (92% al 31 marzo 2017) da ricavi derivanti dall’attività di servicing, per il 4% (3% al 31 marzo 2017) dai ricavi derivanti dall’offerta dei prodotti ancillari e per il restante 3% (5% al 31 marzo 2017) dai ricavi derivanti dalle attività minori di natura bancaria. Al 31 marzo 2017, il gruppo conta 1.230 dipendenti, di cui 800 asset manager, presenti nelle 21 filiali in Italia.

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