Equita arranger del minibond da 5 milioni di euro di Kortimed
Kortimed, gruppo attivo principalmente nel settore dell’autotrasporto conto terzi di merci e liquidi alimentari, ha collocato un minibond da 5 milioni di euro con scadenza a luglio 2032. Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ha partecipato come unico finanziatore all’emissione obbligazionaria, che rientra nelle operazioni con garanzia “Rilievo Strategico” di Sace, volta a supportare investimenti in settori chiave per l’economia del Paese come infrastrutture, digitalizzazione, transizione ecologica e innovazione.
Gli advisor coinvolti
Equita ha assistito Kortimed con un team di investment banking composto da Alessandro Raiola (managing director, head of structured finance), Silvia Barone (director), Riccardo Stirpe (associate) e Gabriele Barnabè (analyst).
Nell’ambito dell’operazione sono stati coinvolti anche Gianni & Origoni in qualità di studio legale a supporto di Cdp, BPER Banca in qualità di paying agent e GLAS Agency Services in qualità di calculation agent.
Il profilo di Kortimed
Kortimed nasce nel 2005 come evoluzione della Marco Corti Autotrasporti, avviata nel 1982 dal titolare Marco Corti, trasportatore per tradizione familiare e da subito impegnato nel settore logistico degli oli alimentari. Nel 1998 l’azienda ha investito in questo ramo specifico del trasporto terrestre, aprendo la sua prima filiale in Spagna. Oggi Kortimed opera nel segmento della logistica integrata focalizzata sul trasporto intermodale di liquidi alimentari (olio, vino, latte, succhi di frutta e derivati) tramite gomma, mare e ferrovia. Con sede legale a Lastra a Signa (Firenze) e sede operativa presso l’Interporto Amerigo Vespucci di Livorno, la società ha una presenza diretta in Spagna e una partnership storica con il Gruppo Grimaldi, servendo oltre 27 Paesi tra Europa e Nord Africa.
I proventi del prestito sono destinati a sostenere il piano industriale 2026-2028 di Kortimed, con particolare riferimento al programma di investimenti per il rinnovo della flotta aziendale. I nuovi asset sono funzionali allo sviluppo del modello intermodale gomma-ferro-mare, che consente una riduzione delle emissioni di CO₂ rispetto al trasporto tradizionale su strada, e a rafforzare la capacità competitiva della società in Europa e nei mercati del Mediterraneo.