Frontis, missione npls

Servicer, esperti di recupero, acquirenti. Il consolidamento del mercato delle non performing exposures, ossia tutti quei crediti più o meno difficili da recuperare, ha portato all’arrivo o alla nascita di una molteplicità di operatori di varia natura pronti a conquistare il proprio spazio, anche attraverso accordi e m&a. I casi più recenti sono la partership su 10,8 miliardi di crediti deteriorati tra Intesa Sanpaolo e lo svedese Intrum Lindorff o l’acquisizione di Agecredit da parte del polacco Kruk, focalizzati su small ticket unsecured, principalmente retail e consumer.

D’altronde è un mercato fra i più grandi d’Europa. Stando agli ultimi dati di PwC, i crediti deteriorati in Italia – quadruplicati dal 2008 al 2015 – a fine 2017 erano pari a 264 miliardi lordi.

Ma per sopravvivere in un settore che sta diventando sempre più competitivo la parola chiave è una: la specializzazione. «Avere una precisa area di attività non permette solo di differenziarsi sul mercato, ma consente anche di trovare delle nicchie in cui le opportunità di business sono molteplici», spiega a MAG Massimiliano Bertolino (nella foto), amministratore delegato di Frontis Npl.

 

Single credit

La società, fondata nel 2009 da Bertolino assieme all’avvocata Lucia Lami ora responsabile del recupero crediti, è una boutique che svolge attività di investimento e gestione di npls, soprattutto corporate con sottostante immobiliare di alto livello con un’esposizione lorda che varia dai 500mila ai 40milioni di euro e un taglio medio di circa 1 milione. Una “nicchia” di mercato, se così si vuole chiamare un comparto che, osserva Bertolino, «su oltre 200 miliardi di crediti deteriorati complessivi, di cui quasi la metà sono ipotecari, vale circa 80 miliardi». Un dato in crescita: la componente secured, sempre stando alle stime di PwC, negli ultimi anni è aumentata di peso, passando dal 36% sul totale Bad Loans del 2008 al 49% del 2017.

In questo scenario Frontis Npls si occupa specialmente di acquisire o gestire «crediti singoli di grandi dimensioni», spiega l’ad che aggiunge: «Non partecipiamo a gare per grandi portafogli perché puntiamo ciò non consentirebbe di estrarre il maggiore valore dai singoli asset». I crediti sono legati a immobili di pregio e di lusso in tutta Italia, un lavoro che «richiede competenze specifiche poiché la gestione e il recupero deve essere fatto per ogni singolo credito, immobile per immobile. Solo in questo modo si può comprendere il valore dell’asset e riuscire a farlo emergere», aggiunge Bertolino.

Nel loro caso, la specializzazione sembra pagare. A oggi la società – 35 persone più collaboratori sparsi sul territorio – conta un patrimonio immobiliare gestito da 113 milioni di euro, 1.500 crediti in gestione e 2,78 miliardi di asset, in crescita dell’88% rispetto al 2016. Di questi 165 milioni derivanti da banche fra cui Popolare dell’Etruria, Bnl, Bper, Popolare di Vicenza, Ubi Banca e Deutsche Bank, e oltre 2,5 miliardi derivanti da cartolarizzazioni per fondi di investimento. Il 90% degli asset è legato ad Algebris, la società di investimento guidata da Davide Serra, «con la quale abbiamo una partnership dal 2014», spiega Bertolino.

L’attività specializzata e la joint venture con Algebris hanno consentito alla società di crescere molto e arrivare lo scorso anno a raddoppiare il proprio fatturato pari a 7 milioni, che si prevede in crescita per il 2018, anche perché il gruppo sta guardando anche ad altri asset, come gli unlikelty to pay. Per Bertolino gli Upt sono «la nuova frontiera del mercato», un comparto «interessante» che è sì più complesso da quello degli npls ma che per l’ad «non è poi così diverso perché dipende dal singolo credito. Ad esempio ci sono utp che sono in realtà solo sofferenze ritardate, altre vedono un maggiore coinvolgimento del debitore ed è con lui che devono essere gestite».

 

Il nodo aste immobiliari

Nonostante le potenzialità del settore immobiliare di lusso in sofferenza, recuperare e immettere nuovamente sul mercato questo tipo di edifici non è cosa semplice, soprattutto quando questi sono incagliati in un procedimento fallimentare. Per Bertolino, da un punto di vista normativo «sarebbe necessario rendere più efficiente la gestione di questi crediti implementando strumenti come le Reoco…

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Noemi

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