venerdì 29 mag 2020
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Iniziative di sistema: anche gli istituzionali sono importanti

Iniziative di sistema: anche gli istituzionali sono importanti

di nicola barbiero

In questo periodo molti stanno ripensando alle priorità del proprio day-by-day: sia l’ambito personale sia quello professionale stanno richiedendo una naturale riflessione nel nuovo modo di affrontare il quotidiano. Nella speranza che non ci siano temi di salute che prendono necessariamente il sopravvento, queste settimane potrebbero rappresentare un momento prezioso per riordinare ile tante idee e concetti che girano in testa e ripartire con una chiara visione del futuro.

Nelle ultime settimane gli annunci da parte di governi e banche centrali con l’adozione di potenziali operazioni, ciascuno per la parte di propria competenza, aventi l’obiettivo di riattivare a pieno regime il motore economico si sono susseguiti quasi senza soluzione di continuità. Naturalmente questa non è la sede e né tantomeno vuole esserla per alcuna valutazione di tipo politico, macroeconomico o finanziario; ritengo, però, che tali notizie rappresentino un punto di riferimento per una riflessione d’insieme.

Pare chiaro che il settore economico, nel suo complesso, vedrà un maggior intervento (con cifre, tempi e modalità da chiarire) da parte dello Stato: azioni trasversali affinché l’economia riprenda nel modo più veloce ed efficiente possibile. Proprio in tema di operazioni di sistema, la previdenza complementare potrebbe svolgere un ruolo centrale nella fase che si aprirà nei prossimi mesi.

Scopo di questo blog è sempre stato quello di avvicinare gli enti istituzionali di carattere previdenziale e le società di investimento, in modo particolare quelle che operano nel settore della cosiddetta “economia reale”. Parallelamente, proprio nei mesi a cavallo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, abbiamo assistito alla nascita di un progetto promosso, tra gli altri, proprio dall’associazione di rappresentanza dei Fondi pensione (si veda l’articolo su Financecommunity) che con la collaborazione di Cassa depostiti e prestiti da un lato e il Fondo Italiano d’Investimento dall’altro hanno dato avvio ad una piattaforma che punta a raccogliere prima, ed investire successivamente, circa 1 miliardo di euro.

A prescindere, dai numeri, l’impatto di tale iniziativa nell’economia del nostro paese potrebbe prefigurare un’occasione senza precedenti e, a mio avviso, permetterebbe di creare un valore aggiunto ancora maggiore rispetto al momento in cui è stata concepita almeno, secondo me, sotto un duplice aspetto. Il panorama che, con ogni probabilità, ci troveremo ad affrontare sarà caratterizzato da una forte richiesta di liquidità da parte dell’imprese da ricercare attraverso il consueto canale bancario e, parallelamente, con un processo di ricapitalizzazione, utile a rafforzare i requisiti patrimoniali, propedeutico ad aprire il capitale sociale ad investitori professionali di lungo periodo capaci di un supporto manageriale oltre che finanziario. Un passaggio, questo, che probabilmente potrebbe interessare anche alcune delle aziende che, prima del periodo di chiusura che stiamo attraversando, godevano di ottima salute e che non avevano interesse a guardare al private equity/debt per diversificare il proprio passivo. Una situazione che metterebbe i Gefia nella condizione di avere una finestra temporale caratterizzata da un importante deal flow e da molte opportunità per mettere al lavoro efficacemente il capitale sottoscritto dagli investitori.

Il secondo, e non meno importante, aspetto di valore è rappresentato dalla nuova visione di sistema che il punto precedente necessariamente richiede: se un fondo pensione decide di investire in private equity/debt richiede che venga aperto un necessario confronto con l’asset manager per trovare soluzioni ai temi che tengo i due soggetti ancora lontani arrivando, per questa via, a quel tanto atteso catch-up. Il momento è storico e richiede una risposta senza precedenti in grado di aprire una nuova fase del rapporto tra asset owner e asset manager tale da assicurare, con la necessaria gradualità costanza, la presenza degli investitori previdenziali in queste asset class.

Quando si parla di iniziative di sistema anche agli investitori istituzionali è richiesto di svolgere un ruolo importante; la delicata fase che tutti noi stiamo affrontando permette di riflettere e trovare quelle soluzioni utili affinché la piattaforma già avviata possa essere un vero e proprio trampolino di lancio per dare una nuova linfa vitale al prezioso intervento della previdenza complementare nel tessuto sociale del nostro Paese.

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