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Intesa Sanpaolo aumenta l’offerta per Mps, cui aderisce Delfin. Gli advisor in campo

Intesa Sanpaolo il 3 ottobre scorso ha incrementato il prezzo della sua opas su Banca Mps, lanciata l’8 giugno scorso. Con la modifica annunciata il 3 ottobre, per ogni azione Mps consegnata all’offerta gli azionisti riceveranno 1,25 euro in contanti e 1,6 azioni di nuova emissione di Intesa Sanpaolo.

Sulla base dei prezzi ufficiali del 5 giugno 2026 utilizzati da Intesa come riferimento, il corrispettivo equivale a 10,341 euro per azione Mps, contro gli 8,970 euro segnati dal titolo in quella data, con un aumento di 25 centesimi della componente cash. In caso di adesione totalitaria, il controvalore complessivo dell’operazione è indicato in circa 31,4 miliardi di euro.

Gli advisor finanziari

Intesa Sanpaolo è assistita da J.P. Morgan Securities plc, guidata in Italia da Francesco Cardinali, in qualità di sole M&A e lead financial advisor dell’operazione, che coordinerà con gli altri consulenti finanziari BNP Paribas, Morgan Stanley & Co. International plc ed Equita sim le relative attività e relazioni con i mercati finanziari. Per Morgan Stanley ha agito un team composto da Emilio Greco e Andrea Rosso.

Intesa Sanpaolo è inoltre seguita da Provasoli Advisory Partners in qualità di financial and valuation expert, con riferimento alle analisi economico-finanziarie e valutative a supporto dell’operazione. I consulenti coinvolti sono stati i fondatori dello studio: Angelo Provasoli, Massimo De Buglio e Piero Provasoli (in foto, da sinistra a destra), col supporto del team composto da Alessandro Cavallaro, Davide Giovannini e Mario Scimenes.

Consulenti legali e fiscali

Gli aspetti legali, societari, regolamentari e fiscali dell’operazione sono curati da PedersoliGattai Studio Legale, quale consulente legale dell’Offerente, anche in coordinamento con Cintioli & Associati, Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, Tombari D’Angelo e Associati, Zoppini e Associati e Tremonti Partners.

Per le istanze autorizzative nelle giurisdizioni estere, Intesa Sanpaolo è assistita da Baker McKenzie, con il coordinamento di PedersoliGattai. Intesa Sanpaolo è inoltre assistita da Wachtell, Lipton, Rosen & Katz.

Per i profili antitrust nelle diverse giurisdizioni interessate dall’offerta, l’offerente si avvale inoltre del supporto di primari studi legali specializzati, sempre con il coordinamento di PedersoliGattai.

L’adesione di Delfin

Il giorno successivo all’aumento del prezzo dell’opas, ha aderito all’offerta Delfin, principale azionista individuale della banca senese e holding finanziaria lussemburghese della famiglia Del Vecchio. Ciò porta formalmente nell’offerta una quota pari al 17,6% del capitale di Mps.

L’impegno riguarda 534.676.825 azioni MPS e comprende anche la partecipazione all’assemblea ordinaria e straordinaria convocata per il 29 ottobre, nella quale Delfin si è impegnata a tenere condotte di voto coerenti con le condizioni dell’offerta in quel momento.

La condizione di efficacia dell’opas su Mps

Intesa Sanpaolo ha inoltre collegato l’efficacia della propria offerta all’esito delle decisioni dell’assemblea degli azionisti di Mps, convocata per il 29 ottobre. Intesa Sanpaolo ha infatti indicato che, qualora l’assemblea approvi determinati punti della parte straordinaria relativi alle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali e alle operazioni sul capitale, considererà definitivamente inefficace la sua opas.

In altri termini, Intesa Sanpaolo sta giocando d’anticipo, chiedendo agli azionisti di Mps di bocciare le tre proposte del piano Lovaglio: l’ops su Banca Generali, l’ops su Banco Bpm e il dividendo straordinario. Se anche una sola di queste delibere dovesse essere approvata, la banca guidata da Carlo Messina revocherebbe l’offerta su Mps.

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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