Italia quarto mercato per M&A nell’area Emea. Lo rileva Bain & Company
L’Italia è il quarto mercato nell’area Emea per operazioni di M&A dall’inizio dell’anno, pur registrando un ritmo di crescita inferiore rispetto alla maggior parte degli altri principali mercati della regione. È quanto emerge dall’aggiornamento di metà anno del Global M&A Report 2026 di Bain & Company, che analizza l’evoluzione del mercato globale delle fusioni e acquisizioni.
L’M&A italiano nel 2026
In Italia il valore complessivo delle operazioni strategiche ha raggiunto gli 81 miliardi di dollari, rispetto ai 40 miliardi del 2025 e ai 32 miliardi del 2024, con una crescita sostenuta principalmente dalle operazioni outbound. Queste ultime hanno raggiunto quota 45 miliardi di dollari, rappresentando la componente più rilevante dell’attività M&A italiana, con un focus prevalente sui servizi finanziari e su Healthcare & Life Sciences. Le operazioni domestiche, invece, sono guidate dai settori telco, financial services ed energy & natural resources, per un valore di circa 31 miliardi di dollari, con il valore delle operazioni strategiche a target italiano cresciuto del 36% rispetto al 2025.
Resta tuttavia elevata la concentrazione del mercato: circa il 70% del valore complessivo delle operazioni annunciate dall’inizio del 2026 è riconducibile a un’unica transazione nel settore delle telecomunicazioni, del valore di 25 miliardi di dollari.
Il valore delle operazioni globali di M&A è cresciuto del 41% nei primi cinque mesi del 2026, ponendo il mercato sulla traiettoria del secondo miglior anno di sempre dopo il rimbalzo registrato nel 2025.
I numeri del mercato globale
A sostenere la crescita globale sono soprattutto le operazioni strategiche di maggiore dimensione, il cui valore è aumentato del 36%, spinte dalla necessità per le aziende di rafforzare competitività, resilienza e prospettive di crescita in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, nuove dinamiche economiche e dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. In controtendenza, il segmento degli investitori finanziari registra una contrazione del 9% nel valore delle operazioni. Sul piano settoriale, energia, industria, tecnologia e healthcare guidano l’espansione del valore delle operazioni strategiche globali, mentre i servizi finanziari mostrano un andamento più contenuto. Tra gennaio 2025 e maggio 2026 sono state annunciate 74 operazioni superiori ai 10 miliardi di dollari, tra i principali motori dell’espansione del mercato.
Sul piano geografico, l’Europa si sta affermando come uno dei poli dell’attività M&A, con il valore delle operazioni strategiche nell’area cresciuto del 77%, sostenuto soprattutto dai megadeal tra aziende del continente. Telecomunicazioni e largo consumo mettono a segno la crescita più marcata in termini di valore, mentre retail, energia e healthcare mostrano incrementi più contenuti. Il numero complessivo di deal evidenzia invece una flessione del 2% rispetto allo scorso anno: nel caso dei Consumer Products, ad esempio, il valore delle operazioni è cresciuto del 430% a fronte di una riduzione del 45% nel loro numero, a conferma di una dinamica caratterizzata da un minor numero di operazioni ma di dimensioni maggiori.
Il commento
“La performance dei primi cinque mesi dell’anno conferma come le aziende si trovino a operare in un contesto sempre più influenzato dalla post-globalizzazione, dall’instabilità geopolitica e dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale. In uno scenario caratterizzato da crescita moderata e inflazione persistente, le operazioni di M&A devono dimostrare con sempre maggiore chiarezza la capacità di generare valore e rafforzare il posizionamento competitivo delle imprese. Per le imprese italiane, il crescente dinamismo delle operazioni outbound rappresenta un’opportunità per rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali, a condizione di continuare a investire in strategie di crescita selettive. La sfida sarà trasformare questa propensione in un vantaggio competitivo duraturo: il mercato continua infatti premiare le aziende che usano l’M&A come leva strutturale di trasformazione. In uno scenario destinato a rimanere volatile, saranno vincenti le organizzazioni capaci di combinare una chiara strategia di portafoglio, rapidità decisionale e rigore nell’esecuzione, trasformando ogni operazione in un’opportunità concreta di creazione di valore”, afferma Pierluigi Serlenga (in foto), managing partner Italia e Southern & Eastern Europe di Bain & Company.