giovedì 29 ott 2020
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Labomar verso il debutto su Aim Italia, domanda quattro volte offerta. Gli advisor

Labomar verso il debutto su Aim Italia, domanda quattro volte offerta. Gli advisor

Labomar, azienda nutraceutica, ha ricevuto l’ammissione alle negoziazioni su Aim Italia.

Nell’operazione l’azienda è assistita da Imi-Intesa Sanpaolo (global coordinator & joint bookrunner), con la struttura corporate finance BdT guidata da Andrea Falchetti, con un team composto da Faustino Galeotti (head of m&a and Ecm BdT, nella foto), Nicolò Bani (vice-president) e Ivan Cutrufello (associate).

Al fianco di Labomar anche CFO Sim (joint bookrunner), Banca Mediolanum (nomad e financial advisor), BModel (corporate financial advisor), PwC (business plan advisor), EY (società di revisione), Epyon (advisor per i dati extracontabili), [email protected] (advisor sul sistema di controllo di gestione), Epica (advisor per la due diligence fiscale),  Thanai Bernardini (communication advisor) e Twin (IR advisor).

L’ammissione, si legge in un comunicato, è avvenuta ad esito della conclusione, con un importante successo, del collocamento di complessive 4.983.250 azioni ordinarie (comprensive dell’opzione greenshoe), per un controvalore totale di 29,9 milioni di euro, a fronte di una domanda complessiva superiore a 120 milioni di euro, ovvero circa 4,2 volte l’offerta (circa 5,7 volte escludendo dal calcolo gli ordini e la quota riservata agli anchor investors). Il 42% della domanda complessiva al prezzo di collocamento è pervenuta da investitori esteri.

Il prezzo di collocamento è stato fissato in 6 euro per azione, corrispondente a una capitalizzazione di mercato di 110,9 milioni. Il flottante post aumento di capitale sarà pari al 17,9%, assumendo l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe. L’inizio delle negoziazioni è fissato per lunedì 5 ottobre.

Assumendo l’esercizio integrale della greenshoe, l’azionariato di Labomar dopo il collocamento vedrà LBM Holding al 71,1% del capitale, Fidim all’1,5%, Claudio De Nadai allo 0,3%, Michele Perissinotto allo 0,1%, Giuseppe Milan allo 0,1%, Master Lab al 6,3% e Value First al 2,7%.

Labomar ha chiuso il 2019 con ricavi pro-forma pari a 56,6 milioni di euro (43,5 milioni nel 2018), un ebitda pro-forma adjusted di 12,2 milioni (9 milioni nel 2018), un ebit pro-forma adjusted di 8,3 milioni (6,2 milioni di euro nel 2018) e un utile netto pro-forma adjusted di 5,7 milioni (4,3 milioni nel 2018). Nel primo semestre il gruppo ha registrato ricavi pari a 33 milioni e un ebitda consolidato di 7,8 milioni.

Fondata da Walter Bertin nel 1998 a Istrana, in provincia di Treviso, Labomar è un contract development and manufacturing organization (Cdmo), ossia società specializzata nello
sviluppo e produzione di integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti a fini medici
speciali e cosmetici per conto terzi. Il team di ricerca lavora per creare, sviluppare e
realizzare prodotti ad alto valore aggiunto nel campo della nutraceutica.

Commentando i risultati dell’ipo, Bertin ha preannunciato “possibili nuove acquisizioni in altri Paesi” dopo la canadese ImportFab.

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