giovedì 06 ago 2020
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Lse valuta ufficialmente la vendita di Borsa Italiana

Lse valuta ufficialmente la vendita di Borsa Italiana

Borsa Italiana è ufficialmente in vendita. La London stock exchange, in occasione della presentazione dei conti trimestrali, ha infatti confermato “di aver avviato discussioni esplorative che potrebbero tradursi in una vendita della quota in MTS (il mercato dei titoli di stato) o potenzialmente nel gruppo Borsa Italiana nel suo insieme”.

La vendita rientra nel contesto dell’operazione di acquisizione da 27 miliardi di dollari di Refinitiv, la banca dati e analisi di Thomson Reuters, e in particolare per  ottenere l’approvazione da parte dell’Antitrust europeo.

«Non ci sono certezze che Lse deciderà di procedere con un’operazione in relazione a uno o l’altro di queste attività»  in riferimento a Mts e Borsa, precisa il gruppo, ma di fatto la notizia rappresenta un passo in avanti rispetto alle speculazioni degli ultimi mesi. Sia Deutsche Boerse che Euronext hanno a più riprese manifestato il proprio interesse per Borsa Italiana, mentre i rumors davano come potenziale candidato anche Cassa depositi e prestiti, chiamata in campo dalla politica in amore dell'”italianità” di un’azienda che di fatto italiana non è.

L’esponente M5s Davide Zanichelli ha infatti subito commentato: “Si tratta di un asset strategico che può giocare un ruolo importante nel panorama finanziario internazionale, a beneficio di tutte le realtà dell’indotto”, aggiunge invocando l’intervento immediato: “È bene che il governo lavori attivamente per favorire la nascita di una proposta tutta italiana che eventualmente contempli anche la presenza di Cassa Depositi e Prestiti insieme a un pool di banche e istituzioni finanziarie del paese, per assicurare che, indipendentemente dall’esito finale, vi siano sufficienti garanzie a tutela dell’interesse nazionale nella prospettiva di Borsa Italiana”.

Di certo i tempi non sono stretti. Lse ha dichiarato che prevede di completare l’accordo Refinitiv entro l’inizio del 2021, indicando una linea temporale potenzialmente più lunga nel tentativo di ottenere l’approvazione da parte delle autorità europee di regolamentazione della concorrenza.

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