Trevifin ristruttura debito e vende oil & gas. Gli advisors dell’operazione

Trevi – Finanziaria Industriale (Trevifin) ha sottoscritto gli accordi per la realizzazione dell’operazione di ripatrimonializzazione e ristrutturazione dell’indebitamento, cedendo, contestualmente, la divisione oil&gas.

Trevifin e le società controllate Trevi, Soilmec e Trevi Holding Usa Corporation hanno sottoscritto con Megha Engineering & Infrastructures gli accordi vincolanti per la vendita della divisione oil&gas, sulla base di un enterprise value – debt free – di 140 milioni, soggetto ad alcuni aggiustamenti al verificarsi di determinati eventi, incluse le eventuali variazioni di capitale circolante rispetto al valore preso come riferimento ai fini della valutazione.

L’operazione, si legge in un comunicato, è stata guidata dal chief restructuring officer, Sergio Iasi (nella foto), con il supporto, per gli aspetti finanziari, degli advisors Vitale & Co. e Lazard & Co., di The Boston Consulting Group (per gli aspetti industriali) e, per gli aspetti contabili, di Erre Quadro advisory, con Raffaele Fiorella e Barbara Biassoni.

Le banche sono state assistite, per gli aspetti finanziari, da Rothschild & Co.

Megha Engineering & Infrastructures è un gruppo indiano, con un fatturato di circa 2,5 miliardi di dollari.

L’esecuzione dell’accordo di compravendita è subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, tra cui: il perfezionamento di alcune operazioni infragruppo funzionali al trasferimento di tutti gli asset oggetto della cessione su base debt free; l’omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti del gruppo Trevi ai sensi dell’articolo 182-bis della legge fallimentare; il mancato verificarsi di eventi negativi rilevanti prima della data del closing, che, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, è ragionevole ipotizzare possa intervenire entro la fine del corrente esercizio.

Gli azionisti di Trevifin, tra cui Fsii Investimenti, società del gruppo Cdp, e Polaris Capital Management hanno sottoscritto gli accordi definitivi, già approvati dal cda il 17 luglio scorso, relativi alla manovra di rafforzamento patrimoniale e di ristrutturazione dell’indebitamento.

L’accordo prevede l’impegno delle banche creditrici a sottoscrivere azioni ordinarie nell’ambito dell’aumento di capitale tramite compensazione dei crediti per un importo massimo di 284,1 milioni, secondo un rapporto di conversione pari a 4,5:1. L’accordo sarà depositato, prevedibilmente entro giovedì 8 agosto al tribunale competente per l’omologazione ai sensi dell’articolo 182 bis della legge fallimentare.

Inoltre, Fsii e Polaris sottoscriveranno l’aumento di capitale in opzione da 130 milioni per circa 77,5 milioni. L’accordo di investimento prevede la possibilità che il socio Trevi Holding SE possa aderirvi successivamente alla data di sottoscrizione.

Alcune banche finanziatrici si sono impegnate a concedere un nuovo finanziamento a Trevi e Soilmec per far fronte alle esigenze di liquidità del gruppo, per un importo massimo di 41 milioni, dei quali 12 milioni saranno messi a disposizione già prima dell’omologa dell’accordo di ristrutturazione, subordinatamente alla concessione da parte del tribunale dell’autorizzazione ai sensi dell’articolo 182 quinquies della legge fallimentare.

Il cda ha deliberato di proporre all’assemblea prevista per i giorni 29 e 30 settembre prossimi lo statuto sociale per consentire la nomina di quattro amministratori indipendenti e due amministratori espressi dalle liste di minoranza.

Al 31 marzo scorso Trevi aveva un indebitamento finanziario netto di 394,3 milioni, in peggioramento di 3,3 milioni rispetto alla situazione a fine 2018.

Trevifin ristruttura debito e vende oil & gas. Gli advisors dell’operazione

Noemi

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