venerdì 23 ago 2019
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Unicredit cede il 17% di Fineco e incassa 1 miliardo con plusvalenza

Unicredit cede il 17% di Fineco e incassa 1 miliardo con plusvalenza

Dopo l’annuncio nel pomeriggio di ieri 7 maggio, Unicredit ha concluso l’operazione di accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 103,5 milioni di azioni ordinarie detenute in FinecoBank, pari al 17% del capitale della banca, al prezzo di 9,80 per azione, a sconto del 4,4 % circa rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di Fineco pre-annuncio. L’incasso è dunque pari a circa un miliardo, con una plusvalenza per la banca superiore ai 500 milioni.

L’impatto patrimoniale è stimato complessivamente in aumento di circa 21 punti base nel CET1 capital ratio del Gruppo UniCredit del 2T19.

Joint bookrunners sono stati Jp Morgan e Ubs, insieme a Unicredit Cib.

Ora in mano a Unicredit resta una partecipazione di minoranza, pari al 18%, che sarà classificata come di natura finanziaria e non sono previste ulteriori cessioni per almeno i prossimi quattro mesi. Fineco, come spiegato in una nota diffusa ieri dai due istituti, è comunque destinata a una “futura uscita” dal gruppo Unicredit e a una piena indipendenza (leggi qui la notizia). Nel 2018 la banca guidata da Alessandro Foti ha generato nel 2018 un utile di 244 milioni, con un dividendo di 30,3 cent per azione.

Per la banc aguidata da Jean Pierre Mustier (nella foto) l’operazione è il primo passo di una serie di misure finanziarie complessive in preparazione del piano strategico 2020-23, che sarà presentato al mercato il 3 dicembre 2019 a Londra, e uno stemp importante verso il raggiungimento della parte superiore del buffer di 200-250 punti base di Cet1 sui requisiti minimi patrimoniali entro fine 2019, come programmato. Il piano, come anticipato dalla banca, prevede anche l’allineamento progressivo del portafoglio di titoli di stato nazionali ai portafogli detenuti dai gruppi bancari italiani ed europei – cioè la riduzione dello stock di Btp che alla scadenza saranno solo in parte riacquistati – e poi l’ulteriore accelerazione della dismissione degli npl attesa “significativamente al di sopra dell’obiettivo del 2019 di 14,9 miliardi”, ha annunciato la banca, e in linea con l’obiettivo di run-off entro il 2021.

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