mercoledì 18 set 2019
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Via libera a Progetto Italia, Salini Impregilo con Cdp salva Astaldi. Gli advisors

Via libera a Progetto Italia, Salini Impregilo con Cdp salva Astaldi. Gli advisors

Via libera a Progetto ItaliaSalini Impregilo annuncia l’avvio di un progetto volto a rafforzare il settore nazionale delle grandi opere e delle costruzioni, che farà parte del più ampio piano industriale della società relativo al triennio 2019-2021, il cui primo passo è il salvataggio di Astaldi.

La società, si legge in un comunicato, ha sottoscritto due accordi di investimento: il primo con l’azionista di controllo Salini Costruttori e con Cdp Equity; il secondo con tre delle principali istituzioni finanziarie italiane.

All’operazione hanno lavorato Lazard – con un team guidato dal deputy ceo Igino Beverini -, Intermonte e Bcg per Cdp; Vitale, con Orlando Barucci, e BofA-Merrill Lynch, con Antonino Mattarella, per Salini Impregilo.

Houlihan Lokey – con un team composto da Matteo Manfredi (managing director), Pietro Braicovich (managing director), Chris Foley (managing director), Cristiano Cirulli (director), Matteo dalla Montà (vice president), Marco Mezzadri (associate) ed Emanuele Fabbri (analyst) – e Alvarez & Marsal, con un team guidato da Adriano Bianchi, agiscono al fianco delle banche.

Rothschild & Co. – con un team composto da Alessio De Comite (partner), Lucia Pascucci (director), Vieri Betti Guaraldi (director), Douglas Banfi (assistant director) e Mattia Lombardo (analyst) – affianca Astaldi.

Il pacchetto finanziario a supporto dell’operazione è articolato in un aumento di capitale per complessivi 600 milioni, offerto in sottoscrizione a investitori istituzionali, tra i quali Salini Costruttori (50 milioni), Cdp Equity (250 milioni) e le banche finanziatrici (150 milioni). Tra queste ultime, secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione, Bnl Bnp Paribas e Banca Monte dei Paschi di Siena si sono sfilate (ma hanno garantito i finanziamenti) e Banco Bpm ha ridotto a 9 da 15 milioni l’apporto; di conseguenza, Intesa Sanpaolo e UniCredit si sono accollate la parte di aumento che sarebbe spettata alle altre banche.

 

Nel contesto dell’operazione, Salini Impregilo ha stipulato uno stand-by pre-underwriting agreement con alcuni istituti finanziari, che si sono impegnati a sottoscrivere un contratto di garanzia per la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione eventualmente rimaste non allocate nel contesto dell’aumento di capitale, per un controvalore massimo di 150 milioni.

 

Le banche, inoltre, si sono impegnate a rafforzare la struttura finanziaria del gruppo che nascerà dall’integrazione di Astaldi in Salini Impregilo attraverso l’erogazione di linee di credito.

Il consiglio di amministrazione di Salini Impregilo sarà formato da quindici componenti, la maggioranza dei quali dovranno essere indipendenti. Cdp Equity designerà cinque consiglieri, tra i quali il presidente, previo gradimento di Salini Costruttori.

A questo punto la palla passa al tribunale di Roma, chiamato a deliberare sull’offerta di Salini Impregilo per Astaldi. Il salvataggio di quest’ultima dovrebbe costituire solo il primo atto del Progetto Italia, che, ricorda la nota del gruppo guidato da Pietro Salini (nella foto), mira ad aggregare “altri operatori italiani del settore caratterizzati da eccellenze industriali in diversi segmenti del mercato delle costruzioni e delle infrastrutture” e rappresenta “un’opportunità di rafforzamento per il settore delle costruzioni in Italia (strategico per il Paese, circa 8% del Pil nazionale, ma fortemente frammentato) e per la sua filiera, riavviando svariati progetti attualmente bloccati sul territorio nazionale (circa 36 miliardi di opere bloccate sopra 100 milioni di valore) e mettendo in sicurezza quelli pianificati per il prossimo triennio, con conseguenti benefici in termini di Pil e occupazione”.

Secondo la fonte, però, il Progetto Italia (che dovrebbe coinvolgere sostanzialmente l’intero settore delle costruzioni, ovvero Condotte, Glf, Cossi, Pizzarotti, Rizzani de Eccher, Trevi Costruzioni e Vianini Lavori) è in una fase “ancora embrionale”; per ora, aggiunge, c’è il salvataggio di Astaldi, “poi si vedrà”.

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