Anima perde Pioneer ma si prende Aletti per 950 milioni

Dopo i rumors dei giorni scorso, Banco BPM e Anima Holding hanno annunciato ufficialmente la firma di un memorandum of understanding vincolante per la cessione del 100% del capitale di Aletti Gestielle ad Anima per 700 milioni di euro.

Per il Banco l’operazione di cessione si configura come operazione con parti correlate in quanto il gruppo detiene il 14,27% di Anima e vi esercita “influenza notevole”, spiega una nota.

Nell’operazione Barclays ha agito in qualità di sole Financial Advisor per Banco BPM mentre Anima è stata assistita da Bank of America e Mediobanca come advisor finanziari. Il Comitato per le operazioni con parti correlate di Anima Holding è stato assistito da Equita Sim come Advisor Finanziario.

Per Mediobanca hanno agito Francesco Canzonieri ed Egidio Imbrogno.

Barclays, il cui team Banking in Italia è guidato da Enrico Chiapparoli, ha agito con un team composto da Renato Di Monta (Managing Director), Luca Maiorana (Director), Rodolfo Pambianco (Assistant Vice President) e Luca Di Sipio (Analyst)

La cessione è dunque qualificabile come operazione “di maggiore rilevanza”; tuttavia trattandosi di un’operazione “con società collegata” e non sussistendo in Anima Holding interessi significativi di altre parti correlate di Banco BPM, hanno trovato applicazione, i presupposti per le esenzioni previste dal Regolamento OPC Consob e dalla Procedura Banco BPM, fermo restando l’obbligo di fornire le informazioni in ordine all’operazione in conformità alla disciplina applicabile. Per Anima Holding l’operazione si qualifica quale operazione tra parti correlate di maggiore rilevanza (dal momento che Banco BPM detiene, alla data odierna, il 14,27% del capitale sociale di Anima Holding), e ai sensi di legge e dei regolamenti applicabili è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Anima Holding, previo parere favorevole espresso dal Comitato per le operazioni con parti correla

Il controvalore dell’operazione è stato convenuto in 700 milioni di euro interamente pagati per cassa al closing più un importo da pagarsi in via dilazionata a 180 giorni dal closing pari al patrimonio netto in eccesso e agli utili di periodo maturati fino al closing, stimati indicativamente in circa complessivi euro 250 milioni.

In questo contesto, Anima potrebbe proporre a un’assemblea straordinaria un aumento di capitale a pagamento in denaro senza esclusione del diritto di opzione stimato fino a 300 milioni di euro. Banco BPM manterrà una quota significativa in Anima, impegnandosi inoltre a sottoscrivere pro quota l’eventuale aumento di capitale di ANIMA a servizio dell’operazione e preservando così una presenza rilevante nel settore dell’Asset Management. 

Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna (nella foto) e Anima hanno inoltre intenzione di avviare un progetto di ulteriore possibile ampliamento del perimetro della partnership attraverso il trasferimento al gruppo Anima delle attività di gestione in delega in ambito assicurativo attualmente svolte da parte di Banca Aletti per conto di alcune joint venture assicurative di cui Banco BPM è attualmente parte. L’eventuale trasferimento di queste attività presuppone la positiva conclusione di una separata negoziazione tra le parti dei termini e delle condizioni del trasferimento. Il progetto, qualora eseguito, apporterebbe comunque al gruppo Anima (tramite Aletti SGR) circa 11 miliardi di euro di deleghe ed è stato ad oggi valorizzato in via indicativa in un importo pari ad ulteriori 150 milioni di euro.

L’accordo raggiunto prevede che la partnership strategica tra Banco BPM e Anima e i relativi accordi commerciali di distribuzione di prodotti siano applicabili su tutto il perimetro del gruppo Banco BPM per una durata di 20 anni dal closing che è atteso già entro la fine di quest’anno.

Con l’ingresso di Aletti SGR nel gruppo, Anima, dopo aver perso la partita su Pioneer, punta così a diventare un polo aggregante per il risparmio gestito in Italia, con un posizionamento competitivo unico nel settore e con significative prospettive di crescita e di creazione di valore. Al 30 giugno 2017 il gruppo poteva contare su masse in gestione per oltre 75 miliardi di euro; alla stessa data le masse in gestione di Aletti SGR ammontavano ad oltre 18 miliardi di euro.

 

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Noemi

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