mercoledì 08 lug 2020
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Bper cartolarizza sofferenze per 1,2 miliardi. Gli arranger dell’operazione

Bper cartolarizza sofferenze per 1,2 miliardi. Gli arranger dell’operazione

BPER Banca ha cartolarizzato un portafoglio di sofferenze denominato “Spring” per un valore lordo contabile pari a 1,2 miliardi di euro (valore lordo esigibile di 1,4 miliardi), composto da crediti secured per il 57% e da crediti unsecured per il 43%.

L’istituto emiliano guidato da Alessandro Vandelli (nella foto) e le controllate Banco di Sardegna e Cassa di Risparmio di Bra, si legge in un portafoglio, hanno ceduto il portafoglio a un veicolo di cartolarizzazione, denominato “SPRING SPV Srl”. Il prezzo di cessione del portafoglio è avvenuto a valori sostanzialmente in linea con quelli di carico.

Nell’ambito dell’operazione, J.P. Morgan e Société Générale hanno svolto il ruolo di
co-arranger. Prelios Credit Servicing è stata nominata master e special servicer. Hanno collaborato all’operazione Securitisation Services e BNP Paribas Securities Services.

A fronte della cessione, la società veicolo ha emesso tre differenti classi di titoli, per un ammontare complessivo pari a 343,4 milioni, ovvero una tranche senior pari a 320 milioni corrispondente al 26,2% del valore lordo contabile, alla quale sono stati attribuiti i rating investment grade Baa1 da Moody’s e BBB da Scope Ratings; una tranche mezzanine pari a 20 milioni; una tranche junior pari a 3,4 milioni.

I titoli senior hanno cedola pari all’Euribor a sei mesi + 50 punti base e saranno sottoscritti e trattenuti dalle banche cedenti, che nei prossimi giorni attiveranno il processo per la richiesta della garanzia statale gacs.

Il 95% delle tranche mezzanine e junior verrà collocato a investitori istituzionali. Una volta completato il deconsolidamento contabile del portafoglio di sofferenze, il ratio lordo delle non performing exposures del gruppo BPER, pro-forma sul dato del primo trimestre 2020, è stimato pari al 9,3%, in calo rispetto all’11,1% del marzo scorso.

Effetti positivi anche sul Texas ratio, stimato al 72,5%, ovvero in calo di oltre 6,5 punti percentuali rispetto al marzo scorso, e sui risk weighted assets relativi alle sofferenze cedute.

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