martedì 27 ott 2020
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Minibond, emissioni e raccolta record nel 2019. Gli arranger

Minibond, emissioni e raccolta record nel 2019. Gli arranger

Il 2019 è stato un anno record per i minibond, in termini di numero di emissioni (207, +24,7% sul 2018), società emittenti (183, di cui 129 per la prima volta) e flusso di raccolta (1,18 miliardi di euro, +21,1%).

E’ quanto emerge dal sesto report italiano sui minibond, redatto dall’omonimo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano.

La ricerca, si legge in un comunicato, ha identificato 536 imprese italiane che da novembre 2012 a fine 2019 hanno collocato minibond, intesi come titoli di debito emessi da società italiane non finanziarie, in particolare società di capitale o cooperative, di importo inferiore a 50 milioni di euro, non quotati su listini aperti agli investitori retail. Il 58,6% degli emittenti è rappresentato da pmi, in netta prevalenza del Nord (la Lombardia da sola concentra il 22,4% degli emittenti).

Il report identifica i principali player sul mercato italiano per ognuno dei ruoli della filiera, dall’advisor al consulente legale, dall’arranger alle società di rating, fino alle banche agenti e le banche depositarie. Per quanto riguarda i sottoscrittori di minibond, nel 2019 hanno fatto la parte del leone i fondi chiusi di private debt, con investimenti pari al 32% del totale, e le banche nazionali (26%), mentre è calato il contributo delle assicurazioni e degli investitori esteri. Cdp si è assicurata una quota del 10%.

Guardando agli arranger, la classifica è guidata da Frigiolini & Partners Merchant e Banca Finint, a pari merito. F&P, che ha strutturato 33 nel 2019, era stata prima per numero di emissioni strutturate anche nel 2018, 2017 e 2016 ed è prima per numero di operazioni (99) curate complessivamente anche nella classifica cumulata 2012/2019. Finint ha strutturato 33 emissioni (contro 14 nel 2018), di cui  13 captive, cioè originate e sottoscritte dalla banca (nel 2018 le operazioni di Finint erano state tutte captive). Al terzo posto per numero di emissioni c’è UniCredit, con 27 emissioni curate, di cui 21 captive (erano state 14 nel 2018, tutte captive).

UniCredit è in cima alla classifica degli arranger per valore delle emissioni, a quota 227,88 milioni di euro, di cui 128,88 milioni da emissioni captive; seguita da Banca Finint con 190,44 milioni. Se non consideriamo le operazioni captive, Banca Finint sale al primo posto con 149,8 milioni. Al terzo posto Banca Akros, arranger di una sola operazione da 30 milioni. Se guardiamo al cumulato delle operazioni sotto i 50 milioni censite dal 2012, Banca Finint è prima per controvalore (861 milioni).

Il database dell’Osservatorio comprende 801 emissioni di minibond, effettuate da imprese che talvolta ne hanno condotte più di una, a partire da novembre 2012, per un valore nominale totale di oltre 5,5 miliardi di euro (1,97 miliardi per le sole pmi) che scendono a 4,75 miliardi se si considera la raccolta netta.

“Per il 2020 le nostre aspettative sul mercato dei minibond sono ottimistiche”, commenta Giancarlo Giudici, responsabile dell’Osservatorio. “E stimiamo un ulteriore aumento delle emissioni e del flusso di raccolta. Crediamo, però, che, a fronte di tante iniziative dal punto di vista dell’offerta di capitale, sia importante stimolarne la domanda da parte delle imprese per supportare nuovi, imprescindibili investimenti in innovazione, tecnologia e sostenibilità”.

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