Quando una telefonata ti cambia l’investimento

di nicola barbiero

Un famoso spot degli anni ’90 dell’allora Sip concludeva con un claim che entrò, in alcuni casi, nel nostro gergo quotidiano: “Una telefonata allunga la vita”. Un moto che, con gli opportuni aggiustamenti, potremo proporre anche per la due diligence sugli investimenti di lungo termine.

Abbiamo visto che la fase di analisi, necessariamente preliminare all’investimento da parte di un fondo pensione verso un FIA, può evolversi e strutturarsi in momenti diversi. Ciò consente di raccogliere una notevole mole di informazioni ed elementi precedentemente non conosciuti: lo studio dei documenti e il dialogo diretto con i manager del GEFIA consentono certamente di avere un quadro completo dell’opportunità di investimento e di collegare in una visione complessiva dati e relazioni che, altrimenti, rischiano di non essere adeguatamente compresi e apprezzati.

Dovendo però approfondire diversi aspetti (molti dei quali eterogenei tra loro), il fondo pensione può trovarsi ad avere più domande che risposte; una situazione di naturale incertezza che, se non gestita adeguatamente, rischia di mettere l’investitore nel classico cul-de-sac: un vicolo che potrebbe rivelarsi senza via di uscita nel dubbio tra la scelta di procedere all’investimento (sottoscrizione dell’impegno pur con molte domande senza risposta) e quella di interrompere il processo (i dubbi prevalgono sulla scelta di investire). Ritengo che questa sia una situazione fisiologica, forse auspicabile, che si presenta ogni qualvolta il processo di due diligence arriva in chiusura. È in questo momento infatti che il telefono ci viene in aiuto per capire se tutti i punti di domanda che abbiamo in testa hanno ragion d’essere o, al contrario, trovano solide risposte.

Per fare ciò tra la “documentation list”, condivisa inizialmente con il GEFIA, è bene, a mio parere, richiedere vengano inseriti i contatti (telefonici o e-mail) di sottoscrittori (attuali o passati), advisor (con i quali il GEFIA è solito lavorare), manager di società in cui il GEFIA ha investito e, non da ultimo, ex-dipendenti del GEFIA. Un database altrimenti non facile da reperire e la cui compilazione potrebbe avere, di base, un vizio di potenziale conflitto di interessi; nonostante ciò tali riferimenti sono, in ogni caso, preziosi e più che sufficienti allo scopo. Disponendo di queste importanti informazioni, l’investitore può trovare le risposte che cerca. Poiché, lo sappiamo, il tempo è un bene scarso per definizione e, qualora non se ne abbia disposizione a sufficienza per contattare i riferimenti ricevuti, è sufficiente una chiamata, magari ad un altro sottoscrittore che ha investito precedentemente, per sottoporre, in piena trasparenza, i propri dubbi e le proprie incertezze.

Il costo ed il tempo dedicato a quella chiamata, nella mia limitata esperienza, sono stati sempre più che ripagati dalle notizie che ho avuto in cambio. Confrontandosi con un “pari”, infatti, si può scoprire che i dubbi maturati sono condivisi o, magari, ci era sfuggito qualche elemento o considerazione utile da integrare nella nostra analisi.

Partendo da queste prime considerazioni di alto livello si può, qualora ritenuto utile, andare in maggior profondità e, con la necessaria sensibilità, acquisire informazioni che altrimenti non avremo, in alcun altro modo, potuto sapere. Ma non solo, il sottoscrittore con il quale siamo entrati in contatto avrà avuto, a propria volta, i propri dubbi su alcuni aspetti del GEFIA o aver rilevato, durante il periodo di investimento, degli aspetti critici non emersi nella nostra analisi. In questo, a mio avviso imprescindibile, passaggio di analisi ritengo sia sempre bene avere cura di valutare adeguatamente la fonte dell’informazione al fine di ponderare in modo corretto le opinioni acquisite così da farle proprie nel migliore dei modi.
Una possibilità diretta, facile e tutto sommato poco costosa, quindi, per dare riposta ai quesiti “dell’ultimo minuto” ed eliminare, dove possibile, l’incertezza che altrimenti rischierebbe di precludere ex-ante l’investimento.

Per gli investitori una telefonata non allunga, certamente, la vita ma permette di decidere a riguardo l’investimento avendo a disposizione una visione più chiara e, si spera, con qualche dubbio in meno così da portare a termine in modo il più possibile consistente il processo di due diligence.

 

 

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Quando una telefonata ti cambia l’investimento

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