Investimenti illiquidi: ecco la formula della felicità

di nicola barbiero*

 

Quale maggiore soddisfazione può esserci per un manager se non quella di vedere i propri investitori soddisfatti dei risultati ottenuti? Ma non tutti gli LPs, lo sappiamo, reagiscono allo stesso modo alle performance del GEFIA; ma è possibile trovare una formula della felicità? Obiettivo molto ambizioso quello di oggi ma non ci poniamo limiti!

La scorsa settimana ho avuto l’opportunità di partecipare a un convegno riservato ai fondi pensione europei e focalizzato sul tema dei private markets, occasione unica per condividere best practice e visioni di sviluppo di mercato. Il secondo giorno del summit è iniziato proprio con l’interrogativo che ci poniamo noi oggi: qual è la formula della felicità?

A dare una risposta a questa domanda è stato chiamato Ryan Ponsford, principal a Akili Capital società che si occupa di strategie innovative per investimenti e business, che propone questa soluzione al problema:

F = R – A

Una formula molto semplice ma che al suo interno rivela degli aspetti decisamente interessanti; secondo Ponsford la felicità (F) corrisponde alla realtà (R) al netto delle aspettative (A), parafrasando: maggiori sono i risultati finali rispetto alle aspettative di partenza, maggiore è la felicità dell’investitore. Obiettivo sicuramente non facile da raggiungere a meno che non guardiamo la formula sotto un altro punto di vista: quello delle aspettative.

Sempre più spesso entro in contatto con GEFIA che presentano track record di assoluto valore e superiori a qualsiasi benchmark di mercato: risultati che, vista la frequenza con cui vengono ottenuti, mi farebbero ricredere velocemente e modificare le aspettative di rendimento atteso ottenibili dai mercati privati rivedendo, al rialzo, le stime ottenute attraverso l’analisi delle serie storiche. Andrei nella direzione giusta? Il GEFIA sta aumentando le aspettative (A) sull’asset class e sulle performance finale del manager stesso dell’investitore istituzionale e, di riflesso, il fondo pensione rischierebbe di far aumentare le attese di rendimento dei propri iscritti (ipotizzando un maggior rendimento atteso sui risparmi pensionistici). Se questi rendimenti dovessero realizzarsi la soddisfazione (F) è nulla e diventa positiva solo se il manager riesce a “overperformare” sé stesso.

Parrebbe quasi una provocazione ma è uno spunto dal quale può essere interessante iniziare alcune riflessioni: in questo periodo storico la generazione di rendimenti positivi (non necessariamente alti) e stabili nel tempo è mestiere sempre più difficile e complesso. In questo contesto, sempre più sfidante, ritengo ancora più importante non si creino aspettative di facili rendimenti con limitati rischi sia nel rapporto B2B (tra GEFIA e investitore istituzionale) che in quello B2C (tra fondo pensione ed iscritto). La formazione e la conoscenza adeguata degli strumenti passano anche per un rapporto di stretta collaborazione piena trasparenza tra i soggetti coinvolti, una partnership che, nel lungo periodo, crea soddisfazione (definire insieme le giuste aspettative aumenta “F”) e getta le basi per lo sviluppo di un elemento ancora più importante: la fiducia. Elemento che, in un mercato in cui le persone sono importanti, riveste un ruolo centrale e che merita di essere spiegato con una “formula” ad-hoc, su cui avremo modo di tornarci nelle prossime settimane. Per oggi fermiamoci qui con gli algoritmi e cerchiamo di creare le giuste aspettative (“A”) per l’evento della prossima settimana che, per la prima volta, trasformerà questo spazio da virtuale a reale (“R”).

Grazie alla collaborazione di tutte le persone che hanno voluto e potuto dare il proprio contributo a questo blog e a Financecommunity che ha sempre sostenuto il progetto, il giorno 13 novembre dalle ore 18 al Four Season Hotel (Milano, Via Gesù) si terrà la prima tavola rotonda “Serve del catch up: istituzionali alla prova del private capital” (per informazioni e iscrizioni clicca qui) a cui parteciperanno personalità di rilievo in rappresentanza delle due parti del mercato (managers e investitori istituzionali). Un primo e importante punto di partenza per creare quella comunicazione che, fino ad oggi, non si è sviluppata come nelle attese e utile a gettare la basi di uno scambio stabile e duraturo con l’obiettivo di superare gli ostacoli fino ad oggi incontrati. Un dibattito che tenterà di uscire dagli “schemi tradizionali” seguendo il filo conduttore che anima questo spazio: la ricerca di un vero “catch up” tra GEFIA e fondi pensione.

Vi aspettiamo il 13 novembre per vedere se la realtà e davvero migliore delle attese che abbiamo creato e se, almeno per alcune ore, vi abbiamo reso felici. Vi aspetto per conoscervi, finalmente, di persona e per raccogliere tutte le vostre diverse esperienze! Non vedo l’ora!!

 

*Cfo di un fondo pensione negoziale

Questo articolo fa parte del blog “Serve del catch up”, leggilo qui.

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