martedì 27 ott 2020
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Serve veramente del catch up? Istituzionali alla prova del private capital

Serve veramente del catch up? Istituzionali alla prova del private capital

di nicola barbiero*

 

In un luogo iconico, l’Hotel Four Seasons di Milano, lo scorso 13 novembre investitori istituzionali e operatori del private capital (qui le foto dell’evento) si sono incontrati e, per la prima volta, hanno avuto modo di aprire un confronto diretto sui temi che fino ad allora li avevano tenuti lontani trovandosi a dare risposta alla domanda: serve veramente del catch up?

Le aspettative stavano via via aumentando e con queste anche l’attesa per un evento che, già nella sua preparazione, si proponeva un obiettivo importante: superare i consueti cliché che emergono di consueto nel confronto tra investitori istituzionali e operatori del mercato privato (Gefia in particolare). Una proposta di discussione nata e cresciuta in uno spazio virtuale (questo blog all’interno di Financecommunity) e chiamata alla prova di maturità trasformandosi in spazio reale: un panel di primari soggetti in rappresentanza di altrettanto importanti istituzioni chiamati a confrontarsi e proporre soluzioni su temi specifici.

Ecco che in una sala gremita di persone, attorno allo stesso tavolo, per una volta hanno trovato spazio consulenti, rappresentanti delle associazioni attive nella previdenza complementare e nel mercato dei private capital, fondi pensione negoziali, Gefia di private equity e di private debt; persone con esperienze e background eterogenei che hanno dato vita ad un dibattito reso ancora più vivo e vivace da Laura Morelli, riuscita nello sfidante ruolo di stimolare i partecipanti ad andare oltre la consueta narrativa tra gli attori e dare risposta alla domanda iniziale: serve del catch up? Sì, serve del catch-up. Ne serve molto e anche in fretta, non il ketchup che viene utilizzato per insaporire alcuni cibi, ma quello utile ad accorciare le distanze tra investitori e manager; una lontananza evidente e netta che ha bisogno di un dialogo costruttivo e trasparente per essere colmata.

La tavola rotonda ha permesso di compiere i primi passi in questo senso, forse incompleti e da sviluppare ma la strada intrapresa è quella giusta. Messi a proprio agio, i partecipanti hanno dato un contributo prezioso per strutturare un dialogo nuovo fondato sulla volontà di risolvere i nodi per definire un nuovo modello di valore per tutte le parti coinvolte: partendo dalla descrizione del contesto italiano presentata dall’advisor, le associazioni di categoria hanno evidenziato l’importanza di individuare progetti condivisi che possano far sviluppare l’intero sistema.

Date queste premesse, gli operatori hanno riportato le rispettive difficoltà nel dialogo con l’altra parte e, se i Gefia sottolineano le difficoltà riscontrate nell’attività di fundraising internazionale quando tra i sottoscrittori non ci sono fondi pensione “domestici”, gli stessi fondi pensione, pur consci dell’importanza di questa tipologia di investimento per l’allocazione strategica dei portafogli, evidenziano l’importanza che i capitali impegnati si mettano, il più possibile, al lavoro senza i ritardi che troppo spesso emergono dalla comune esperienza.

Da qui il dibattito si è aperto per individuare, insieme, strutture più flessibili di investimento che possano permettere di rispondere alle esigenze di questa particolare categoria di investitori. Una breccia aperta in un muro che pareva difficilmente scalfibile e della quale si può e, aggiunge, si deve partire per strutturare una collaborazione sempre più stretta e operativa.

Se è vero che la felicità corrisponde alla realtà al netto delle aspettative (si veda l’ultimo articolo del blog), devo dire che alla fine dell’evento, di ritorno verso casa, ero incredibilmente felice ed emozionato: la realtà si è rivelata di molto superiore a qualsiasi tipo di aspettativa e ha aperto a nuove sfide e opportunità che non vedo l’ora di cogliere e percorrere.

Qualcuno direbbe “il dado è tratto”, la strada inizia ad essere tracciata, l’obiettivo, anche se rimane lontano, ora è visibile e chiaro. C’è molto da fare ma l’impegno da parte di tutti ora c’è e va in un’unica direzione. Io ci sono, chi vuole continuare a catchuppare con me?

 

*Cfo di un fondo pensione negoziale

Questo articolo fa parte del blog “Serve del catch up”, leggi qui gli altri post.

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