Banche in pista per l’Ipo di Pirelli

Pirelli pronta a tornare in Borsa. Il gruppo ha presentato lo scorso primo settembre a Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario (Mta), organizzato e gestito da Borsa Italiana, nell’ambito del proprio processo di inital public offering e se tutto va secondo i piani l’avvio delle negoziazioni dovrebbe essere a ottobre.

L’Ipo è rivolta al pubblico indistinto in Italia, mentre gli investitori istituzionali potranno aderire esclusivamente al collocamento istituzionale le azioni oggetto dell’offerta di vendita saranno messe in vendita da Marco Polo International Italy, che attualmente detiene il 100% del capitale sociale.

Il numero complessivo di azioni oggetto dell’Offerta di Vendita sarà determinato in prossimitò dell’avvio dell’Offerta, nel cui contesto è inoltre prevista la concessione di una cosiddetta opzione Greenshoe. Sul mercato dovrebbe andare una quota fino al 40% del capitale sociale di Pirelli, inclusa la greenshoe.

Nell’ambito della quotazione, Banca IMI, J.P. Morgan e Morgan Stanley agiscono in qualità di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner, mentre BNP Paribas, BofA Merrill Lynch, Goldman Sachs International, HSBC, Mediobanca e UniCredit Corporate & Investment Banking agiscono quali Joint Bookrunner.

Banca Imi è inoltre sponsor nell’ambito del collocamento delle azioni sull’Mta e responsabile del collocamento nell’ambito dell’Offerta Pubblica.

Lazard agisce in qualità di advisor finanziario con un team composto dal ceo Marco Samaja (nella foto), Massimo Pappone (managing director) e Alessandro Foschi (Director).

Nella nota Pirelli precisa che è previsto che la società assuma impegni di lock-up, in linea con la prassi di mercato per questo tipo di operazioni, per un periodo di 180 giorni decorrenti dalla data di avvio delle negoziazioni. Marco Polo, in qualità di azionista venditore, assumera’ impegni di lock-up, in linea con la prassi di mercato per questo tipo di operazioni, per un periodo di 180 giorni rispetto alle Azioni possedute indirettamente da LTI e di 365 giorni per le restanti Azioni possedute indirettamente da SPV Lux e da Camfin, decorrenti dalla data di avvio delle negoziazioni. 

Come detto, oggi la società è controllata interamente da Marco Polo, il cui capitale è detenuto per il 65% da Fourteen Sundew, (società di diritto lussemburghese controllata indirettamente da ChemChina), per il 22,40% da Camfin (Camfin) (società di diritto italiano controllata indirettamente da Marco Tronchetti Provera e partecipata da UniCredit e da Intesa Sanpaolo) e per il 12,60% da Long Term Investments Luxembourg.

Ai potenziali interessati Pirelli si presenta registrando un utile nel primo semestre 2017 e stime di crescita media annua almeno del 9% nei ricavi nel periodo 2016-2020, un miglioramento dell’Ebitda margin adjusted dal 21,7% di fine 2016 al 23-24% e dell’Ebit margin rettificato dal 17% del 2016 al 18,5%-19,5% nel 2020. In particolare, nel primo semestre 2017: l’utile netto a fine giugno è stato pari a 67,5 milioni di euro a fronte di una perdita da 6,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, grazie al risultato da partecipazioni e alla riduzione degli oneri finanziari netti e delle minori imposte. I ricavi sono saliti del 10,6% a 2,685 miliardi con volumi complessivi in aumento dell’1,3%, con un peso preponderante dell’Europa che ha registrato un incremento delle vendite del 6% a 1,066 miliardi. A livello di redditività, l’Ebitda adjusted si è attestato a 546,4 milioni (+3,1%), mentre l’Ebit adjusted è stato pari a 416,2 milioni (+0,7%). La posizione finanziaria netta del gruppo al 30 giugno 2017 risultava in miglioramento a 4,176 miliardi dai 4,96 miliardi della fine dello scorso anno.

Banche in pista per l’Ipo di Pirelli

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